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Tutto quello che c'è da sapere sulle moto depotenziate

Come depotenziare le moto affinché possano essere guidate anche da neomaggiorenni? Ecco come avviene la procedura e quali documenti bisogna presentare

Concessionarie auto e moto

Depotenziare la moto permette di rendere idoneo un mezzo con una potenza maggiore ai 25 kW anche per i neo maggiorenni che hanno conseguito la patente A2. Ci sono numerosi modelli di due ruote già depotenziate e pronte per essere acquistate.

Per chi vuole optare per una moto usata o che non è ancora stata depotenziata dalla Casa produttrice, allora può depotenziarla. Non è un’operazione complessa e non richiede una gran somma di denaro. L’importante è munirsi del kit di potenziamento necessario che, insieme alle spese di montaggio e ai bollettini da pagare, verrà a costare in tutto non più di 200 euro.

Moto depotenziate: come fare?

Prima di chiedere di depotenziare la propria moto, sappi che, oltre al denaro, serviranno degli specifici documenti. Dovrai quindi avere a portata di mano:

  • la carta d’identità,
  • il codice fiscale,
  • il libretto di circolazione,
  • il numero di targa,
  • il kit di depotenziamento.

Una volta che avrai tutto, allora potrai recarti presso il tuo meccanico di fiducia, che probabilmente sarà anche lo stesso che ordinerà il kit. Si tratta di un perno che impedisce l’apertura del corpo farfallato in modo da limitare l’apertura massima della manopola del gas. Va aggiunto anche un cablaggio che limita il numero massimo di giri del motore. Il produttore invierà al meccanico il kit di depotenziamento insieme al nulla osta per il numero di telaio della moto su cui effettuare il lavoro.

Il montaggio richiede circa un’ora, per cui potreste pagare una cifra che si aggira attorno ai 100 euro per la manodopera. Alla consegna il meccanico rilascia anche ricevuta allegata a un foglio destinato all’Ufficio provinciale della Motorizzazione Civile della città di appartenenza, dove si dichiara il kit di depotenziamento montato sulla moto. Bisogna poi richiedere agli Uffici della Motorizzazione Civile i moduli del collaudo, compilarli e allegare i bollettini. Una volta ricevuti, si possono consegnare all’ingegnere dell’officina collaudi della motorizzazione che rilascia il foglio provvisorio su cui è segnalata la data in cui potrete ritirare il libretto aggiornato.

Moto depotenziate: si possono ripotenziare?

Anche nel caso di ripotenziamento di moto depotenziate, bisogna rivolgersi a un’officina specializzata. Non richiede più di un’ora, basta rimuovere infatti due blocchi, ma va fatto con estrema cura e attenzione. Per quanto riguarda invece tutta la parte burocratica, bisogna rimmatricolare il veicolo stesso.

Per quanto riguarda invece l’assicurazione moto, nessun problema se si ha l’età giusta per guidarla.

Moto depotenziate: quanto costa la lavorazione?

In ambito di costi bisogna tenere presente che il prezzo è legato al kit, oltre alla manodopera e alla parte burocratica. Il kit può costare circa 25-30 euro, in base al brand. Inoltre, si deve procedere al collaudo da parte di un ingegnere presso la Motorizzazione, che può costare all’incirca 80 euro. In base al modello e alla provincia di residenza, infatti, si possono pagare cifre che vanno dai 250 ai 400 euro circa.

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