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Come non rinunciare alla pasta senza correre rischi

Mangiare troppa pasta fa male? No, se si rispetta l'apporto calorico giornaliero in base al sesso e all'età. Ecco tutto quello che bisogna sapere

Mangiare bene

Si sa, per noi italiani la pasta è un must a cui non possiamo rinunciare. Certo, molte persone evitano di mangiarla – compiendo grandi sforzi – per diversi  motivi: perché può far ingrassare, perché fa male, perché non si riesce a digerirla. Per chi proprio non può astenersi da un bel piatto di pasta a pranzo o a cena, cerchiamo di togliere vari dubbi intorno a questo cibo tanto amato e sciogliere falsi miti.

Quando mangiare la pasta?

Sono in molti ad affermare che la pasta fa male la sera. Non è del tutto sbagliato, mangiare la pasta tutte le sere è un consumo eccessivo di carboidrati che poi non riusciremmo a smaltire durante la notte. Questo è un limite per molti che lavorano fuori casa, infatti spesso a pranzo si mangia in maniera disordinata, o uno spuntino veloce, in ogni caso è difficile riuscire a mangiare cucinato e sano. Per queste persone abbiamo buone notizie: limitare il consumo di pasta però non fa male, anche se è ora di cena. Se riusciamo a bilanciare bene la nostra dieta, mangiare questo alimento la sera aiuta a rilassarci, perché favorisce la sintesi di serotonina e melatonina, ormoni perfetti per rilassarsi e dormire serenamente.

Quanta pasta mangiare?

È indubbio che la quantità ha un peso notevole nella questione. Bandita assolutamente la “cofana” di pasta, dimentichiamo le grandi abbuffate, moderazione innanzitutto! Una porzione di pasta non fa male se non supera mai i 70/80 grammi, se riusciamo a mangiare anche qual cosina in meno sarebbe meglio. Importante è anche tenere conto delle attività che siamo soliti svolgere: se la nostra è una vita sedentaria, se facciamo sport, che tipo di allenamento svolgiamo. Altri parametri da considerare sono l’età e il sesso, infatti – a parità di attività – un ragazzo di 20 anni sicuramente brucerà più in fretta di una donna di 50, potrà quindi concedersi qualche grammo di pasta in più. Bisogna saper calcolare l’apporto calorico giornaliero ottimale o richiedere una consulenza a un nutrizionista.

Quali ricette preferire

Soprattutto se vogliamo stare attenti alla linea, non possiamo eccedere nel consumo di pasta, ma mangiarla 2 o 3 volte a settimana non fa male. Ciò a cui dobbiamo stare attenti non solo per la silhouette, ma anche per la salute, sono i condimenti. La pasta in sé non fa male al nostro colesterolo, ma se utilizziamo ingredienti pesanti per arricchirla – come pancetta o guanciale, burro – il nostro fegato non ci ringrazierà di certo. Durante l’inverno cerchiamo di fare pasta con verdure di stagione, sughi di pomodoro senza soffritti , ma anche qualcosa di più sfizioso, come gamberi e zucchine. Possiamo decidere di preparare anche sughi di carne e pesce, purché cucinati in maniera “light” e senza aggiungere grassi. In questo modo la pasta non può fare male al fegato. D’estate sbizzarriamoci con paste fredde con pomodori, insalate, ma anche ingredienti particolari come mango, zenzero e salmone.

Nel dubbio scegliamo l’integrale

Un altro consiglio che possiamo dare è quello di scegliere una pasta integrale perché evitare farine bianche troppo raffinate aiuta a mantenere stabile il livello di zuccheri nel sangue, in modo da fornire energia in maniera costante ed evitare picchi di fame.

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