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Ginnastica propriocettiva: gli attrezzi indispensabili

La ginnastica propriocettiva aiuta a recuperare l'equilibrio e allena la muscolatura: ecco di cosa si tratta e come praticarla! Scoprite di più su PG Magazine

Abbigliamento e attrezzature

Anche se non ne siamo molto spesso consapevoli, il nostro corpo ha un continuo scambio di messaggi fra sé stesso e l’ambiente nel quale si trova. Questo da vita a una sensibilità particolare, grazie alla quale il nostro corpo riesce a mantenersi in equilibrio e a stare eretto. Infatti, sono gli stessi stimoli esterni che tendono ad alterare la nostra posizione nello spazio.

La capacità di sentire il movimento di una gamba o di un braccio anche quando gli occhi sono chiusi, fa parte di questa sensibilità che viene definita propriocettiva.

Quando però ci capitano dei traumi che interrompono il normale movimento dei nostri arti (che essi siano psicologici o fisici come una distorsione ad esempio), perdiamo automaticamente questa particolare sensibilità; non esiste infatti più una comunicazione tra il sistema nervoso centrale e i nostri muscoli.

Ecco allora che viene in nostro aiuto la ginnastica propriocettiva (da non confondere con la ginnastica posturale).

Che cos’è la ginnastica propriocettiva?

Quando si vuole ripristinare allora la percezione del proprio muscoli nello spazio, la ginnastica priopriocettiva è l’unica che ci aiuta a raggiungere il nostro obiettivo. Questo perché esistono degli esercizi specifici che riescono a sviluppare la consapevolezza di cosa stia accadendo in un determinato momento, grazie all’affinamento dell’equilibrio e della coordinazione.

Questo tipo di allenamento prevede situazioni che inducono il soggetto a perdere il proprio equilibrio, così da attivare velocemente la muscolatura e recuperare così nel mino tempo possibile la propria postura originale.

La capacità di correggere velocemente questi sbilanciamenti, mantenendo al contempo la posizione, implementa e sviluppa il proprio senso di equilibrio. Rieducando i riflessi propriocettivi e ottenendo così un ottimale controllo delle proprie articolazioni e postura, è l’obiettivo che si pone la ginnastica propriocettiva.

Spesso sono gli atleti quelli che ne hanno maggiormente bisogno, proprio perché più soggetti a incidenti sportivi. Rieducare i riflessi e continuare a sollecitarli non è facile, ed esistono per questo diversi esercizi oltre che a dei veri e propri attrezzi adatti alla ginnastica propriocettiva.

Questi vengono utilizzati soprattutto per prevenire infortuni di questo genere, oltre che a stimolare la neuromotoria della sua totalità. Andiamo allora a scoprire quali sono nello specifico.

Gli attrezzi della ginnastica propriocettiva

Gli esercizi che vengono fatti in questo tipo di ginnastica prevedono diversi attrezzi, oltre che a tutti il proprio corpo:

  • Fit Ball: sicuramente la più famosa e quella che abbiamo visto più spesso in palestra o in televisione, la fit ball è quella grossa palla di gomma gonfiata ad aria, grazie alla quale si possono effettuare diversi esercizi (si usa anche nel Pilates).
  • Bosu: anche questa mezza sfera sarà a voi familiare. La parte piana poggia a terra mentre la superficie sferica viene utilizzata come appoggio per i gomiti, ginocchia, gambe etc. per fare gli esercizi dovuti.
  • Pedana propriocettiva: simile al Bosu, è un cuscino di gomma rigida ripieno o di acqua o di aria, con una base tondeggiante. Ci si appoggia sempre sopra, sviluppando l’instabilità dell’oggeto per acquisire maggiore equilibrio.
  • Tavoletta di Freeman: uno degli ausili più utilizzati dai fisioterapisti e non, è la tavoletta di Freeman che prende il nome dallo studioso che la creò circa 50 anni fa. Consiste in un piano a forma rettangolare o rotonda che poggia su una base che può avere anch’essa una forma rettangolare o rotonda a seconda dell’esercizio che si vuole svolgere.

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