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Gatto domestico: quanto vive in media?

Quali sono i fattori che possono influenzare la durata media di vita del nostro gatto e come si calcola l'età? Scopritelo in questo articolo di PG Magazine

Animali domestici

Quando abbiamo un gatto domestico, inevitabilmente ci chiediamo quali siano le sue aspettative di vita e più in generale quale sia la durata media della vita di un gatto.

Come si calcola l’età di un gatto?

Rispetto all’uomo, il gatto cresce molto più velocemente. A 2 mesi diventa indipendente dalla sua mamma ed è paragonabile a un bambino di 5-6 anni, a 5 mesi entra nella fase della pubertà, mentre a 1 anno possiamo considerarlo un soggetto adulto.
Stabilire l’età precisa di un animale come il gatto non è un’impresa facile. Ci si può orientare nei soggetti giovani attraverso la sostituzione dei denti da latte con quelli permanenti. A 3-4 mesi sostituiscono i denti incisivi, mentre a 5 mesi i denti canini.
Nei soggetti adulti le cose si complicano e non è più possibile stabilire con precisione l’età di un gatto. Possiamo limitarci a dire se il soggetto che stiamo osservando sia giovane o anziano attraverso la salute della bocca, delle gengive e la pulizia dei denti.

Ma quanto vive in media un gatto domestico?

Possiamo affermare con certezza che il gatto è un animale longevo, molto più del cane. I gatti domestici possono arrivare a un’età considerevole, la maggior parte supera i 15 anni, ma molti si spingono oltre i 20 anni.

Fattori che possono influenzare la durata media di vita del nostro gatto

Alimentazione sana e regolare

Una dieta bilanciata, come per noi, è alla base del benessere del nostro gatto. In commercio esistono mangimi di ottima qualità sui quali ci si deve orientare. Optare per cibi scadenti con basso indice di proteine e molti carboidrati è il primo passo per ledere la sua salute.

Vaccinazioni

Per il gatto sono previste alcune vaccinazioni. La cosiddetta trivalente (vaccino contro la panleucopenia felina, la rinotracheite e la calicivirosi felina) e la vaccinazione per la leucemia felina. Le vaccinazioni possono ridurre di molto la mortalità soprattutto nei gattini.

Controllo dei parassiti

Eseguire con regolarità una profilassi contro pulci e zecche è una buona pratica da seguire. Ricordiamo che sia le pulci che le zecche si nutrono del sangue del nostro animale e gli possono trasmettere malattie. Ugualmente importante è la sverminazione, cioè la liberazione del gatto dai parassiti intestinali.

Sterilizzazione

Porta numerosi vantaggi in particolare se il nostro gatto domestico ha libero accesso all’esterno.
Con la sterilizzazione si ha la protezione da malattie sessualmente trasmissibili. Nei maschi si evitano gli accoppiamenti e si riduce il rischio di lotte con altri maschi, mentre nelle femmine si evitano gravidanze indesiderate.

Vita casalinga

Alcuni gatti vivono rigorosamente entro le mura domestiche. Rispetto ai loro pari che hanno la possibilità di uscire, sono sicuramente tutelati e protetti dalle insidie e dai pericoli del mondo esterno.

Visite periodiche dal medico veterinario

È buona pratica portare dal medico veterinario il nostro gatto almeno una volta all’anno, sottoponendolo alle vaccinazioni sanitarie e se necessario a esami di laboratorio per valutare il suo state di salute.

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