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Quando sarà necessaria la terza dose di vaccino?

Per alcune categorie di persone è iniziata una campagna di inoculazione della terza dose di vaccino anti Covid-19. Vediamo di chi si tratta

24-09-2021

Dove mi curo

Nel dicembre del 2020 ha avuto inizio la campagna vaccinale nel nostro Paese: inizialmente riservata a persone fragili, come gli immunodepressi, a operatori del settore sanitario e forze dell’ordine, etc. è in seguito stata estesa nel corso del 2021 secondo l’età anagrafica. Dai cittadini più anziani, poi in ordine decrescente, la popolazione ha ricevuto l’inoculazione per essere protetta dal contagio.

Terza dose del vaccino anti Covid-19

Le dosi di vaccino in Italia sono state somministrate nel numero di una o due in base al tipo: monodose per il Johnson&Johnson, in due dosi per AstraZeneca, Pfizer e Moderna. Nel corso dell’anno, però, gli studi e le ricerche scientifiche sul virus e l’efficacia del vaccino per tipologia in base all’età dei soggetti e con il passare del tempo dalla somministrazione sono continuati senza sosta.

Con il diffondersi di varianti del Coronavirus come la Beta e la Delta, poi, sempre di più si è sentita l’esigenza di esaminare l’ipotesi di una terza dose di vaccino anti Covid. A quanto sembra, infatti, dopo sei mesi dalla somministrazione della seconda dose la protezione comincerebbe a diminuire e potrebbe essere necessaria una terza dose di vaccino anti Covid.

Nel panorama italiano, in cui parte della popolazione non ha ancora ricevuto il vaccino, la priorità è senza dubbio la somministrazione della prima e seconda dose. Per alcune categorie di persone, però, è già iniziata una campagna di inoculazione parallela di terza dose di vaccino per il Covid. Di chi si tratta?

A chi è destinata la terza dose di vaccino? I primi saranno coloro che appartengono alla categoria degli immunocompromessi. Una persona viene così definita, in particolare, da una circolare del Ministero della Salute: se soffre di una patologia oncologica, se si trova in attesa di un trapianto d’organo o se ha subito il trapianto di un organo solido ed è in terapia immunodepressiva.

Ancora, di questa categoria fa parte chi soffre di immunodeficienze primitive o secondarie, oppure si sottopone a dialisi e ha un’insufficienza renale cronica grave, una pregressa splenectomia oppure è affetto da Aids. Anche chi sia stato sottoposto a un trapianto di cellule staminali ematopoietiche o sia in terapia con cellule T, infine, potrà ricevere una terza dose.

Ma da quando sarà necessaria la terza dose di vaccino? La somministrazione è prevista 28 giorni dopo la seconda dose: quest’ultima inoculazione è infatti un rinforzo per le precedenti due. Il tipo di vaccino dipende dall’età del soggetto: sopra i 12 anni sarà di preferenza Pfizer, mentre sarà Moderna dai 18 anni in poi. 

Il piano vaccinale prevede, dopo l’inoculazione a chi appartiene alla categoria dei più fragili, la somministrazione ad altre categorie individuate fra: i pazienti delle Rsa, i cittadini di età superiore agli 80 anni, e gli operatori del settore sanitario. Il tipo di vaccino sarà lo stesso utilizzato per la seconda dose.

Continua intanto la ricerca e gli studi per capire se una terza dose di vaccino anti-Covid sarà necessaria per l’intera popolazione, che potrebbe prepararsi già nel corso del 2022 a ricevere il richiamo per aumentare e allungare la protezione dal virus. Al momento, però, non ci sono ancora notizie certe. 

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