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Buche stradali: chi paga i danni e come chiedere il risarcimento

In caso di danni al veicolo provocati dalle buche stradali, di chi è la responsabilità? A chi bisogna chiedere il risarcimento danni? Ecco tutto quello che è importante sapere

18-11-2018 (Ultimo aggiornamento 26-11-2018)

Assicurazioni

Purtroppo capita, e non raramente, di guidare su strade piene di crepe o, ancor peggio di buche anche molto profonde che peggiorano a vista d’occhio a causa del passaggio dei mezzi pesanti oppure per le condizioni atmosferiche avverse e per le conseguenti precipitazioni. La manutenzione delle strade italiane in alcune zone lascia veramente molto a desiderare e  le nevicate rovinano ancor più il manto stradale già spesso provato, mettendo a rischio la sicurezza di ogni utente della strada, a partire da pedoni e ciclisti, ma anche automobilisti e, in particolar modo, motociclisti. E non basta avere delle ottime gomme da neve, in questo caso.

Se si subisce un danno a causa delle cattive condizioni del manto stradale, allora è possibile fare richieste di risarcimento danni per buche stradali. La presente deve essere fatta all’ente che gestisce la strada interessata e che quindi ne ha la responsabilità di manutenzione.

Come chiedere il risarcimento per le buche stradali?

Il risarcimento per buche stradali si può richiedere alla Pubblica Amministrazione proprietaria o alla società che gestisce il tratto di strada. Questo è possibile per tutti i danni da insidia, ovvero quelli economici che dipendono da:

  • condizioni del fondo stradale,
  • presenza di tombini e griglie rotti,
  • guardrail non in sicurezza,
  • marciapiedi sconnessi,
  • materiali pericolosi sulla strada,
  • segnaletica mancante,
  • alberi e piante crollati che diventano ostacoli.

Se vuoi sapere come chiedere il risarcimento per buche stradali, cerchiamo di spiegarlo in poche e semplici parole. Basta inviare la richiesta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’ente che gestisce quel tratto di strada pericoloso.

La Pubblica Amministrazione ha responsabilità oggettiva per tutti i beni demaniali in custodia, secondo quanto è stato riconosciuto anche nella sentenza n. 15384/06 della Cassazione. Chi ha subito il danno deve obbligatoriamente fornire le prove di quanto è accaduto: l’evento deve essere correlato alla cattiva manutenzione della strada che ha creato una situazione di pericolo oggettivo.

Per questo motivo, la cosa più importante da fare è allegare al modulo anche delle fotografie delle buche, una testimonianza oppure anche il verbale delle autorità, nel caso fossero intervenute sul luogo dell’incidente. È necessario anche inviare dei preventivi di riparazione per le ammaccature di carrozzieri, meccanici o gommisti, in caso di danno alle auto, o referti medici, se vi sono delle persone coinvolte.

Buche stradali: quando è previsto il risarcimento danni

Il risarcimento per buche stradali non è sempre previsto, infatti nel caso in cui la Compagnia assicurativa della Pubblica Amministrazione riesca a provare che il danno non sia stato causato da strade dissestate o materiale pericoloso o che sia stato semplicemente il comportamento del danneggiato a causare l’evento, allora non è tenuta a indennizzare alcuna somma per risarcire il soggetto interessato.

Altri casi in cui il danno per buche stradali non è risarcibile sono quelli imprevedibili, cioè quando il manto diventa pericoloso da percorrere in seguito a nubifragi, grandine (i cui danni prevedono diversi costi di riparazione), temporali violenti e calamità naturali che abbiano un’eccezionalità e un’intensità particolari. Lo stesso succede se c’è un cantiere stradale nei paraggi e, quindi, l’area recintata è affidata alla custodia dell’azienda che vi sta lavorando e che ne ha l’appalto in quel momento, sarà quest’ultima a rispondere.

Buche stradali: la normativa di riferimento

Per inquadrare la normativa di riferimento, è importante indicare che l’art. 2043 c.c. è quello che obbliga al risarcimento chi procura dei danni ingiusti ad altri e poi ci sono anche altre norme sul Codice della Strada che invece impongono alle amministrazioni di tenere sempre il suolo pubblico in buono stato di manutenzione, in modo che non sia mai pericoloso per gli utenti della strada.

L’art. 2051 c.c. invece dice che la responsabilità oggettiva per i danni procurati da una cosa è in capo al custode o proprietario della cosa stessa, anche se il fatto non può essere imputato alla sua volontà. Solo il caso fortuito esclude questa responsabilità, quindi se il danno è procurato da un evento che non era prevedibile e che è successo improvvisamente, come una nevicata in una zona marittima.

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