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Cocktail famosi: ecco cosa amavano bere poeti e scrittori celebri

Cosa amavano bere Baudelaire, Hemingway o Neruda? Ecco i cocktail più famosi della storia scelti da grandi poeti e scrittori

Bar e caffè

Ordinare un cocktail al bar o al pub è un vero e proprio status quo di cui molti non vogliono assolutamente privarsi: si tratta infatti delle bevande più richieste per aperitivi, happy hour, ma anche per serate con gli amici in cui gustare miscele alcoliche fatte in casa. Ma quali sono i cocktail famosi nel mondo, noti perché affondano le proprie radici nella storia o perché sono particolarmente apprezzati da poeti e scrittori celebri?

L’assenzio: la bevanda più amata dagli artisti

L’assenzio è tra i cocktail più famosi e affonda le radici della propria notorietà in alcuni circoli dell’Ottocento, quando era una bevanda diffusissima in Francia. La caratteristica dell’assenzio era che il largo consumo provocava uno stato di ebbrezza diverso da quello indotto da qualsiasi altro alcolico. Era quindi apprezzato da quelli che erano noti come poeti maledetti, vale a dire Verlaine, Baudelaire e tanti altri artisti, come Rimbaud. Negli anni l’assenzio fu bandito in quanto si scoprì che provocava allucinazioni, tuttavia oggi lo si trova in commercio a gradazioni più basse e prive dei suddetti effetti.

Il rum

Un altro alcolico amato dagli artisti è senza dubbio il rum, che nasce come bevanda prodotta dalla fermentazione della canna da zucchero già nell’antichità, ma che fu distillato per la prima volta con quel nome a Londra nel XV secolo, utilizzando le canne da zucchero provenienti dall’America. Questa bevanda, che origina cocktail tra i più famosi come il Mojito e il Daiquiri, veniva apprezzata da Neruda e da Hemingway, che lo bevevano a Cuba, ma era apprezzato anche da Tennessee Williams e da Charles Bukowski, che in alcuni suoi scritti parla del celebre abbinamento rum e pera, oppure da John Cheever, che ne era diventato dipendente.

Il Whisky

Un superalcolico intramontabile è senza dubbio il Whisky, torbato e non, particolarmente amato da artisti del calibro di Mark Twain, George Bernand Shaw e James Joyce. Anch’esso base di molti cocktail famosi, non ha un’origine certa, ma si sa che la prima distillazione è stata fatta in Irlanda o Scozia, tanto che le due regioni ne rivendicano la paternità. Esso però divenne famoso nel 1707, quando fu scelto come simbolo della libertà americana rispetto alle colonie inglesi.

La Vodka

La vodka è una bevanda ambivalente, croce e delizia di molti artisti, nonché la base per cocktail famosi come la Caipiroska, il Bloody Mary e il Moscow Mule. Per Lev Tolstoj la vodka fu una sorta di droga, mentre per altri era considerata un ottimo rimedio del dopo sbronza. In questo modo, ad esempio, la utilizzavano Hemingway o Carver, mischiandola in un Bloody Mary.

Il vino e la birra

Non solo le bevande fortemente alcoliche erano particolarmente apprezzate da scrittori e poeti: anche vino e birra erano largamente consumati. In particolare, Dylan Thomas e Jack Kerouac apprezzavano in particolar modo la birra, persino l’amara IPA, mentre Charles Bukowski la utilizzava come base per altre bevande, e Edgar Allan Poe dedicava poesie a questa bevanda.

Allo stesso modo il vino, anche il vino novello anch’esso utilizzato per cocktail famosi, era apprezzatissimo da Baudelaire, Kerouac, Keat, Hemingway, Shakespeare, Neruda, Bukowski, Twain e tanti altri.

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