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Orecchini per il piercing: i materiali per chi soffre di allergia

Gli amanti dei piercing allergici al nickel fortunatamente possono oggi contare su orecchini da piercing in materiali particolari, che non danno problemi di alcun tipo: ecco quali sono.

Tatuaggi e piercing

Anche se un piercing è fatto a regola d’arte, da un operatore serio, in condizioni sterili e trattato nel migliore dei modi, può capitare comunque che gli orecchini per piercing diano dei problemi. Le ragioni possono essere diverse, una di queste è una manifestazione allergica, in particolare al nickel.

Capire che si è allergici a questo materiale è intuitivo, anche perché si assiste a un vero e proprio sfogo della pelle nel giro di qualche ora al massimo. Il soggetto avverte un pizzichio nella zona del piercing, che si gonfia e diventa rossa. Nei peggiori casi spuntano anche crosticine e piccole, dolorose vesciche.

Se questo accade è opportuno togliere/sostituire immediatamente l’orecchino, evitando di toccare la zona e rivolgersi a un medico. L’allergia al nickel, comunque, anche per i fan dei piercing oggi non è più un grosso problema, anche perché in alternativa a prodotti contenenti questo elemento, ci sono tantissimi materiali biocompatibili.

Orecchini per piercing per allergici, senza nichel

Orecchini di acciaio chirurgico e titanio

I piercing in acciaio chirurgico sono uno dei prodotti più diffusi per via del basso costo e della sua caratteristica anallergica, senza contare la resistenza e la sicurezza del materiale. Di fatto questo materiale può contenere nickel, ma la percentuale è talmente bassa e resa innocua che anche la legge europea lo considera un materiale lecito per uso chirurgico e, ovviamente, anche per i piercing, ecco quindi che può essere utilizzato per qualunque piercing: dallo snake bite al septum, passando per lo Smiley piercing e arrivando ai più “classici” piercing all’orecchio.

Il piercing in titanio ha il vantaggio di essere inossidabile e di non danneggiarsi facilmente. Esso è leggero come l’alluminio, ma resistente come l’acciaio e, ovviamente, anallergico. Questo materiale ha la caratteristica di poter essere colorato (anodizzato) anche se con il tempo torna neutro. La diffusione del materiale è data anche dal costo basso.

Piercing in acrilico, bioplastica e PTFE

Il plexiglas o PMMA è oggi un materiale diffuso nel mondo dei piercing perché ha vantaggi che metalli non hanno. Fra questi la leggerezza, la flessibilità e l’adattabilità a parti del corpo in movimento, come la lingua oppure il labbro, dove il materiale non provoca danni alla dentatura.

I piercing in bioplastica sono molto simili a quelli in PTFE, entrambi leggeri e malleabili, anche se quest’ultimo è di solito preferito perché creato appositamente per l’industria farmaceutica e per le protesi. La bioplastica viene più usata invece proprio per il settore dei piercing, perché più dura. I piercing in PTFE sono più rari e sono preferiti specialmente nel caso di orecchini in bocca, perché meno traumatici a contatto con i denti.

Piercing in materiali naturali

Accanto ai metalli e alle plastiche, ci sono anche orecchini fatti in materiali naturali, ovviamente trattati adeguatamente per essere utilizzati in questo modo. Ecco, quindi, che ci sono i piercing in legno, che tuttavia si possono usare quasi esclusivamente per costruire plugs, tunnel e taper perché leggeri e traspiranti e quindi prevengono i cattivi odori, dati dall’umidità nella dilatazione.

Accanto a questi orecchini ci sono anche i piercing in corno e piercing in osso, utilizzati perlopiù per la dilatazione (plugs e tunnel), con l’eccezione del septum, grazie alla creazione di una curvatura. Questi materiali molto di moda oggi per la creazione di orecchini per piercing sono leggeri, pratici e di grande stile.

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