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Snake bite piercing: tutto quello che vorresti sapere

Lo snake bite piercing è una delle tipologie di piercing più diffuse e amate dai giovani: ecco tutto quello che c’è da sapere prima di adornare il proprio labbro inferiore con un gioiello.

Tatuaggi e piercing

I trasgressivi del 2018 amano distinguersi fra la folla con i piercing, il cui panorama oggi è ampio e vario sia nei modelli che nelle tipologie. Tra i piercing più in voga nell’ultimo periodo, oltre al septum piercing a forma di anellino e tutti i vari tipi di piercing alle orecchie, spicca sicuramente lo snake bite piercing.

A partire dal 1970 circa, la tendenza di farsi impiantare questi piccoli gioielli diventa una forma di anticonformismo e trasgressione in particolare per la gioventù fino ai 30 anni. Oggi i piercing mantengono questo gusto dell’essere fuori dalle regole, anche se, di fatto, si associano perlopiù ad adolescenti: nell’80% dei casi, infatti, i piercing vengono poi eliminati con l’avvento dei 22 anni.

I piercing snake bites sono una forma decorativa che si localizza nella parte inferiore della bocca, appena sotto al labbro e consiste nel forare la cute in due punti, a destra e a sinistra. Il concetto è quello di ricreare due punti come se si fosse stati morsi da un serpente (da qui il nome). I fori sono due, così come i piercing inseriti, che devono essere ben allineati e correttamente distanziati fra loro. Lo snake bite piercing ha un costo di circa 50-60 euro.

Come prendersi cura dello snake piercing

Applicare lo snake bite piercing provoca dolore, com’è ovvio aspettarsi, ma se ben curato in seguito non insorgono particolari problemi e il dolore passa in fretta. È naturale che il piercing al labbro vada eseguito da un piercer esperto, presso uno studio professionale e nelle migliori condizioni igieniche: quella che si viene a creare è infatti una lesione. Proprio per questo è importante prendersi cura del piercing appena fatto in modo corretto, prevenendo rischi e infezioni.

Per la completa guarigione dello snake piercing occorrono 2-3 mesi, dopo i quali comincia il processo di rimarginazione. Dopo l’esecuzione dei piercing, sarà necessario pulire la zona con dell’acqua salina, fai da te (facendo bollire dell’acqua con un po’ di sale) o pronta da farmacia, utilizzando eventualmente un’apposita crema se consigliato dal medico. Sempre per lo stesso motivo si sconsigliano baci, chewingum, usare oggetti in condivisione con altri (bottiglie, posate, bicchieri) e il mettersi le mani in bocca.

Errori da evitare quando si fa un piercing al labbro

Quando si fanno piercing al labbro come i piercing snake bites, è indispensabile evitare di contaminare la ferita aperta per qualche settimana con qualunque sostanza potenzialmente dannosa. Per infettare la ferita, infatti, basta davvero poco perché rimane aperta e inumidita. È per questo, per esempio, che viene consigliato di smettere di fumare e di lavarsi accuratamente le mani con un sapone antibatterico prima di toccare quella zona.

Anche se la tentazione è forte, perché magari si è acquistato un piercing nuovo, è indispensabile tenere il piercing originale in acciaio chirurgico, almeno fino a quando la ferita non è guarita totalmente. L’orecchino non va tolto nemmeno in caso d’infezione, perché si rischia di chiuderla all’interno, senza contare che rimettere poi l’anello è veramente molto doloroso.  Anche se è un vizio che è difficile togliersi, è opportuno evitare di giocare con i piercing sia con le mani che con la lingua dall’interno: il rischio è di farsi male o di allargare troppo il buco.

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