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Ashwagandha: quali sono i benefici del ginseng indiano?

Il ginseng indiano o ashwagandha è un integratore naturale ricco di proprietà benefiche soprattutto per chi ha problemi di tiroide. Scopri di più di seguito

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Viene utilizzata sin dai tempi antichi ed i suoi principi attivi sono noti anche nella medicina indiana:  parliamo dell’ashwagandha, una pianta orientale conosciuta anche come ginseng indiano o Whitania Somnifera.

Ashwagandha è il termine indiano che deriva dalle parole ashva (“cavallo”) e ghanda (“odore”), utilizzato per indicare l’omonima pianta indiana dal forte aroma che ricorda l’odore della pelle del cavallo. In fisioterapia questa pianta viene utilizzata, in particolar modo, per la cura ed il trattamento di diverse patologie: soprattutto le radici, le quali sono la parte con la maggior concentrazione di principi attivi.

Inoltre, viene consigliata come rimedio benefico da utilizzare per proteggere il sistema immunitario in caso di stress, problemi alla tiroide, mancanza di zuccheri nel sangue ed affaticamento, essendo in grado di alleviare i sintomi della stanchezza e favorire il benessere dell’organismo.

Proprietà e benefici del ginseng indiano

L’ashwagandha è un arbusto ricco di proprietà benefiche e antinfiammatorie: essa, infatti, è in grado di migliorare la funzione immunitaria aumentando la produzione di immunglobuline e promuovendo un ambiente antinfiammatorio, attraverso la soppressione delle citochine pro-infiammatorie.

Proprio queste interessanti proprietà antidolorifiche hanno reso l’ashwagandha, nel corso del tempo, oggetto di innumerevoli studi specifici sull’uomo, atti a dimostrarne l’efficacia. Molte ricerche hanno dimostrato, infatti, che l’ashwagandha aumenta la resistenza fisica, apportando grossi miglioramenti all’apparato celebrale e riducendo il dolore corporeo derivante da un senso di affaticamento estremo ed importante.

Da queste è poi emerso che tale pianta, grazie alle proprietà terapeutiche sopra citate, può essere utilizzata anche nel trattamento di malattie legate all’apparato respiratorio come asma e bronchite e, non danneggiando le mucose gastriche, si presta anche come efficace rimedio naturale per la cura di disturbi intestinali, ulcera, reflusso gastrico, nonché artrite e dolori muscolari.

Benefici per la tiroide e dosaggi

Recentemente il suo impiego ha rivelato interessanti prospettive anche in merito al trattamento di problematiche legate alla tiroide: uno degli aspetti più straordinari di erbe come l’Ashwagandha, appunto, è quello di poter aiutare persone che soffrono di disturbi ipotiroidei ed ipertiroidei.

Svariati studi sugli animali hanno dimostrato che le proprietà del ginseng indiano agiscono unitamente per garantire il bilanciamento dell’ormone tiroideo e, lavorando sull’intero organismo, ne ristabiliscono il completo equilibrio.

Attualmente ci sono milioni di persone affette da problemi di tiroide e l’ashwagandha, proprio grazie alle sue proprietà benefiche, si presta come un valido aiuto. Questo toccasana naturale lo si può trovare in polvere o compresse che vanno assunte al massimo 2 o 3 volte al giorno e, nonostante si tratti di un integratore completamente naturale, è importante non abusarne per evitare di andare incontro a spiacevoli controindicazioni.

Il dosaggio consigliato è di 500 mg al giorno, seguendo una dieta con un’alta percentuale di grassi, proteine e fibre e povera di grassi e zuccheri. È bene porre massima attenzione alla dose che si vuole assumere, soprattutto in gravidanza, il cui consumo è fortemente sconsigliato per evitare di andare incontro all’aborto.

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