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Cani antidroga: come vengono addestrati questi eroi a 4 zampe

Sono animali selezionati appositamente per le loro qualità: i cani antidroga possono riconoscere diverse sostanze stupefacenti, anche quando ben nascoste.

Allevamento

L’addestramento del cane è un’attività finalizzata a insegnare all’animale dei particolari comportamenti o delle tecniche specifiche. L’addestramento del cane antidroga è un processo lungo e complesso che, nel corso degli anni, ha reso il suo grande contributo alla sicurezza di stazioni ferroviarie, aeroporti e luoghi pubblici più in generale.

In questa guida, troverai tutte le informazioni che ti servono per comprendere meglio il mondo di questi piccoli eroi a quattro zampe, dalla cucciolata fino al loro impiego nelle forze dell’ordine.

Di che razza sono i cani antidroga?

I cani arruolati nella polizia arrivano da allevamenti europei e hanno un’età compresa tra i 12 e i 30 mesi. Non c’è una razza specifica preferita alle altre: di recente, infatti, anche i meticci salvati dai canili stanno registrando ottimi risultati ai test attitudinali e agli esami clinici necessari a capire se un cane è tagliato per questo lavoro.

In linea generale, però, le razze più gettonate per questo genere di lavoro sono i cani da guardia come il pastore tedesco, ma non solo: anche il labrador retriever, il bloodhound, il pastore belga e il beagle sono tra i più adatti.

Le eccezioni sono tante e, quello che conta, è l’affiatamento tra cane e conduttore, che devono stabilire un rapporto profondo. Inoltre, il cane antidroga deve possedere due caratteristiche essenziali:

  • olfatto eccellente;
  • span d’attenzione alto.

Selezione e addestramento dei cani antidroga

Dopo la prima selezione, i candidati vengono affidati al Centro Cinofilo della Polizia di Stato che ne valuta le caratteristiche psico-fisiche e li assegna ai Conduttori, ovvero delle persone che seguiranno l’animale durante tutto il ciclo di formazione.

In questa fase viene dunque verificata l’affinità di coppia che poi darà vita all’unità cinofila vera e propria. Ha così inizio l’addestramento: alla base di esso ci sono due principi fondamentali che guidano l’intera procedura: il gioco e la salute del cane.

Il corso di addestramento cinofilo ovviamente è diverso da quello finalizzato alla pet therapy, dura circa sei mesi e crea una simbiosi tra cane e conduttore. Il cane deve attribuire al suo padrone il ruolo di capo, e solo da lui infatti sarà disposto a prendere ordini.

Attraverso il gioco, gli addestratori sfruttano gli istinti del cane per ottenere risultati sorprendenti. Il cane di servizio all’antidroga dev’essere, per natura, giocherellone, e avere un atteggiamento possessivo per conquistare la pallina con la quale gioca.

L’imprinting alle droghe funziona in maniera molto simile a quello dell’addestramento dei cani antiesplosivo. Le sostanze stupefacenti vengono inserite, in quantità minime, in un sacchetto di tela ben stretta che viene introdotto in una pallina o un gioco per il cane.

In questo modo, nessun cane sniffa o mangia la sostanza: la salute dell’animale, infatti, è sempre considerata priorità assoluta. Il cane rimane in servizio per circa 8-10 anni: una commissione stabilisce a quel punto se l’animale è pronto per la pensione.

Quali droghe riconoscono i cani antidroga?

Nel corso dell’addestramento, i cani vengono addestrati a riconoscere cinque sostanze stupefacenti: hashish, marijuana, ecstasy, eroina e cocaina. In base al tipo di necessità, i cani possono però abituarsi a riconoscere gli odori più disparati, seguendo un accurato addestramento in merito.

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