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Chi paga il funerale o l’inumazione di un nullatenente?

Nel mondo sono molte le persone nullatenenti e con parenti e familiari in comprovato stato di difficoltà economica. Allora chi paga il funerale di un nullatenente? Come funziona la procedura per richiedere aiuto al comune di residenza?

Onoranze funebri

Le spese del funerale costano parecchio: le famiglie di un defunto che versano in particolari condizioni di precarietà, si possono ritrovare senza la possibilità di pagare le esequie del proprio caro nullatenente. Ci sono altre situazioni in cui colui che sta morendo può ritrovarsi senza familiari e la sua situazione economica di povertà non gli consente di sostenere il costo di un servizio funebre completo.

Quindi, cosa succede in questi casi? Chi paga il funerale di un nullatenente? Chi paga il funerale se non ci sono parenti? In questo articolo entriamo nel dettaglio della questione, distinguendo tra due tipologie di funerale che paga il Comune, dopodiché vediamo in che modo è possibile farne richiesta.

Quando il funerale lo paga il Comune

In determinate condizioni di povertà estrema, è possibile ottenere delle agevolazioni o la totale gratuità del funerale da parte del Comune di residenza del defunto. In particolare, ne esistono due tipologie:

  1. funerali sociali, in questo caso si chiede al Comune di praticare uno sconto del 50% sulle spese funebri. Coloro che possono richiedere tale agevolazione sono quei soggetti seguiti dai servizi sociali e che versano in particolari difficoltà economiche. La parte di spesa rimanente spetta alla famiglia del defunto, solo quando sarà in grado di assolverla.
  2. funerali di povertà, i cui costi sono completamente gratuiti per la famiglia del defunto e sono possibili grazie allo stanziamento di una cifra annuale da parte del Comune. In particolare, gli enti locali forniscono gratuitamente il feretro, il trasporto della bara, l’inumazione e/o la cremazione nei seguenti casi: quando non ci sono parenti o altre persone vicine al defunto; quando si è accertato lo stato di indigenza non soltanto del defunto ma di tutta la rete familiare e amicale; quando vi è disinteresse da parte dei familiari tenuti all’obbligo di prestare gli alimenti (il coniuge, i figli, i genitori, i generi e le nuore, i suoceri, i fratelli e le sorelle).

Come richiedere il funerale sociale o gratuito

Vediamo come fare richiesta all’ente locale di residenza.

Innanzitutto, bisogna precisare che la determinazione delle singole condizioni per richiedere i funerali sociali o gratuiti e l’accesso al relativo procedimento amministrativo, è presente nel potere di ordinanza di qualsiasi Comune ed è prevista da un preciso regolamento di polizia mortuaria.

Una volta fatta richiesta all’Ufficio Funerali Sepolture e Cremazioni del Comune di residenza del defunto, viene avviato l’iter burocratico. In poche parole, il Comune esegue un’accurata verifica dello stato patrimoniale del defunto nullatenente e della sua famiglia. Se non è stato trovato alcun bene economico del defunto e della sua rete familiare (fino al sesto grado) oppure se le persone più vicine al defunto siano irreperibili o abbiano rinunciato all’eredità, il Comune sostiene in parte o completamente le spese per un funerale completo.

In particolare, è considerato indigente chi percepiva in vita, da parte del Comune, il sussidio integrativo al minimo vitale. Mentre, sono considerati in stato di bisogno i familiari del defunto che hanno un valore reddito annuo (complessivo lordo) solitamente inferiore a circa 20mila euro, come risultante dalla dichiarazione dei redditi presentata o dal CUD.

Come avviene il funerale di un defunto nullatenente o senza parenti?

Le modalità, in particolar modo del funerale gratuito, cercano sempre di garantire un certo decoro e prevedono i seguenti servizi:

  • Fornitura della bara, trasporto funebre dal luogo del decesso al luogo dell’onoranza ed al cimitero
  • Inumazione in campo comune oppure, se esplicitamente richiesta, cremazione e conferimento delle ceneri nel cinerario comune
  • Assolvimento delle pratiche
  • Operazione di esumazione ordinaria, al fine di conferire i resti ossei nell’ossario comune

 

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