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Patente per la moto: come si svolge la nuova prova pratica

Patente per la moto: tutto quello che devi sapere sulla nuova prova pratica ad alta velocità

Autoscuole

Nuove regole per quanto riguarda la patente per la moto: le modifiche apportate riguardano la prova pratica, ora ad alta velocità. Una prospettiva che preoccupa non poco chi intende seguire il percorso per il conseguimento dell’autorizzazione alla guida di mezzi a due ruote.

Ecco la necessità di fare chiarezza, analizzando nello specifico tutto ciò che ci si dovrà aspettare dal nuovo test di guida per la patente relativa a moto e ciclomotori, per le categorie A, A1 e A2.

L’idea alla base dei cambiamenti è quella di rendere il tutto più fedele possibile alle situazioni stradali di tutti i giorni. Si richiederà una pronta risposta a esercizi più complessi, con velocità superiori alla vecchia soglia di 30 km/h. Il nuovo esame infatti richiede di raggiungere quota 50 km/h, il che ha scatenato non poche polemiche, considerando il livello principiante che caratterizza la maggior parte degli esaminati.

Patente per la moto: prova pratica

A introdurre le nuove norme per il conseguimento della patente per la moto è stato un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’entrata in vigore è stata fissata allo scorso 27 ottobre 2018. Tale modifica deriva dal recepimento della direttiva UE del gennaio 2013 che stabilisce nuove modalità per la prova pratica. In tale direttiva veniva inoltre indicato un periodo di cinque anni, entro il quale ogni Stato Membro avrebbe dovuto provvedere all’adeguamento. Al limite con i tempi previsti l’Italia ha provveduto all’attuazione del nuovo sistema.

Cambia il numero di prove, che passa da sei a tre. Meno esercizi, ma con difficoltà aumentata. Il primo test consiste nel restare in equilibrio, eseguendo uno slalom tra birilli. Si dovrà poi effettuare un passaggio attraverso uno spazio angusto: il tutto impiegando appena 15 secondi.

Il secondo test prevede la partenza da uno slalom, per poi affrontare un ostacolo imprevisto, mentre si prosegue a una velocità di 50 km/h. Nello specifico, si richiede all’utente sottoposto a test di evitare l’ostacolo, frenare e arrestare del tutto il mezzo, entro un tempo limite di 25 secondi.

L’ultima prova prevede una regolare guida nel traffico cittadino: quest’ultima resta dunque invariata e non prevede un limite orario ben preciso.

Patente per la moto: le polemiche

Molte le polemiche inerenti i cambi attuati per conseguire la patente. Molte infatti le autoscuole e motorizzazioni civili che non sono attrezzate a dovere per svolgere i due test da privatista, per i quali occorrono degli interventi, al fine di poter dare il via agli esami in totale sicurezza. Sono infatti necessarie aree lunghe dai 90 ai 100 metri, per 30 metri di larghezza.

A spiegare tali necessità è Emilio Patella, segretario dell’unione nazionale autoscuole: sono numeri che non possono essere garantiti da tutti, il che ha ovviamente portato a un notevole “rallentamento” nelle prove d’esame. I nuovi patentati saranno dunque molto più preparati alla vita di tutti i giorni in strada, a patto però che tale situazione si sblocchi e l’esame possa effettivamente svolgersi.

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