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Caratteristiche e curiosità del vino Zibibbo

Con il termine Zibibbo si intende il vino liquoroso che ne deriva, diffuso nel Sud d’Italia. Ma questo vino in realtà è legato all’isola di Pantelleria: eccone le caratteristiche

Enoteche e vini

Il vino zibibbo deriva dal vitigno a bacca bianca e rossa, coltivato sin dai tempi antichi in tutta la zona del Mediterraneo. I chicchi, caratteristici in quanto grandi e rotondi, hanno una colorazione particolare giallognola e dorata, che presenta una buccia spessa ricca di pruina. Questo rivestimento protegge il chicco dalla disidratazione, oltre a contenere proprietà antibatteriche.

Detto anche Moscato di Alessandria, la coltivazione dell’uva zibibbo viene fatta principalmente in Sicilia e in Calabria. Originario dell’Egitto, questo vitigno appartiene al gruppo del Moscato: a differenza però di quello bianco che è diffuso in tutta Italia, il grappolo di zibibbo nero è leggermente più grande e spesso. Venne introdotto inizialmente nel VIII secolo a.C. dai Fenici sull’isola di Pantelleria.

Il grappolo Zibibbo e il suo vino: origini e storia

Come abbiamo visto quindi, con il termine Zibibbo si intende il vino liquoroso che ne deriva, diffuso nel Sud d’Italia. Ma questo vino in realtà è legato all’isola di Pantelleria: nel bel mezzo del Mediterraneo, al tempo infatti era una delle mete principali per lo scambio del commercio. Ed è proprio per questo che venne piantato sull’isola dai Fenici che diedero vita a una delle produzioni vinicole più antiche d’Italia: furono gli arabi poi che colonizzando il territorio, crearono i primi terrazzamenti ancora ora utilizzati. Infatti, il termine zibibbo deriva dall’arabo stesso, e significa “uvetta” o anche “uva passita”; questo perché il vitigno si è da sempre prestato bene all’essiccazione, caratterizzando così il suo gusto forte.

Zibibbo, come si conserva

La qualità di un vino, come anche la quantità e il suo tappo, possono determinare la sua conservazione. Solitamente infatti un vino secco come lo zibibbo, se di qualità, riesce a mantenere inalterata la sua fragranza molto più a lungo rispetto a un vino fatto in casa o da tavola. Infatti, reagendo positivamente al processo di ossidazione, riesce a rilasciare il suo aroma più a lungo, anche dopo la sua apertura. Ma un fattore sicuramente determinante per un vino come lo zibibbo è la gradazione. Infatti, maggiore sarà la percentuale presente di alcool, e più a lungo si potrà conservare la bottiglia. Infatti, un vino come lo Zibibbo, una volta stappato, può resistere anche per 4 o poco più settimane.

Zibibbo: abbinamenti vincenti

Richiamando le note fruttate dolci dell’albicocca e della mandorla, un vino come lo zibibbo non può che abbinarsi bene con i dolci. Infatti, se pure in bocca rimane corposo e elegante, riesce a richiamare il sapore intenso del moscato. Per questo infatti lo zibibbo e i biscotti alle mandorle vanno a nozze, ma come anche con la maggior parte della pasticceria tipica italiana e del territorio natale.

Questo però non toglie che si possa accostare anche molto bene a antipasti di crostacei e pesce, come anche a formaggi erborinati. C’è chi comunque apprezza abbinarlo anche a piatti molto saporiti e particolari, come il foie gras. Infine, anche se non potrebbe sembrare, si abbina anche molto bene ai dessert a base di gelato o con creme di ricotta. Infatti, il gioco dolce e salato che si crea con il formaggio, rende protagonista lo zibibbo.

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