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Gatto anallergico: una soluzione per gli amanti dei felini

Chi soffre di allergie spesso rinuncia alle coccole di un micio o di un tenero animale da compagnia. Fortunatamente è possibile optare per un gatto anallergico, ecco come

28-02-2019

Veterinari

Tre italiani su dieci hanno un animale domestico in casa e – generalmente – la scelta ricade sul cane o sul gatto, instancabili amici nel tempo libero e fedeli compagni della vita. C’è però un’alta percentuale di persone che vorrebbe avere un felino, ma purtroppo soffre di allergia: si tratta di circa il 30% della popolazione mondiale e l’80% di questa è allergica alla proteina Fel D1 prodotta dalla saliva, dalla pelle o da alcuni organi degli animali. Non è quindi il pelo del gatto ad essere la causa dell’allergia, ma l’allergene accumulato sul suo pelo.

I gatti maschi tendono a produrre più allergeni rispetto ai gatti femmine, specialmente se non sono castrati, ma – in realtà – tutti i felini li producono, anche se in quantità diverse non correlate alla quantità di peli.

Questo, però, non vieta la possibilità di avere un gatto anche se si è allergici. Sebbene non esistano gatti anallergici, denominazione utilizzata troppo spesso in maniera inappropriata, ci sono infatti gatti che vengono considerati a basso rischio d’allergia. E sono quelli appartenenti proprio alle razze di gatti che producono meno allergeni rispetto a tutte le altre.

Gatti anallergici: quali sono e le loro caratteristiche

I soggetti allergici sanno bene quante attenzioni devono prestare alla propria cura personale, per evitare il rischio di sgradevoli reazioni. Ciò li aiuta ad evitare il contatto con sostanze allergiche trasmesse da oggetti o animali. Per chi soffre di allergie, si suggerisce principalmente di puntare a un gatto di razza, poiché gli incroci non permettono di individuare i livelli di proteina Fel D1 che saliva, pelli e organi sono in grado di produrre. Non si tratta dunque di una produzione superiore, ma semplicemente di una complessità nel riconoscere la quantità di proteina prodotta.

Tra i cosiddetti gatti anallergici i migliori sono il gatto Norvegese e il Siberiano. Di taglia medio-grande e a pelo lungo, producono in minor quantità la proteina che causa l’allergia rispetto alle altre razze. Il Siberiano è affettuoso e ama giocare, il Norvegese invece è più solitario e di costituzione decisamente robusta rispetto ai normali gatti domestici.

Tra i gatti anallergici a pelo corto si può scegliere invece il Bengala, il Blu di Russia e il Giavanese. I primi due sono molto giocherelloni, e il Bengala – inoltre – trascorre molto tempo a pulirsi riducendo notevolmente la diffusione di peli. Il Giavanese è invece più indipendente, non ha bisogno di tante attenzioni e il mantello stratificato, così come quello del Blu di Russia, permette di avere pochi peli in giro per casa. Tutti e tre producono ovviamente la proteina Fel D1, ma con percentuali decisamente inferiori rispetto ai gatti più “comuni”.

Come i mici di razza Ashera, anche il gatto orientale a pelo corto rientra tra i gatti anallergici: produce una quantità inferiore di allergeni ed è uno tra quelli che perdono meno pelo. Infine c’è il gatto Sphynx. che viene ritenuto il gatto anallergico per eccellenza vista l’assenza di pelo. In realtà anche questa razza produce la proteina Fel D1 e anche in percentuale ritenuta regolare: l’apparenza dunque inganna, sebbene possa essere la razza giusta per chi soffre di una lieve allergia.

Gatti anallergici, i prezzi

Non esiste un unico prezzo per i gatti anallergici: il costo cambia (ovviamente) in base alle caratteristiche e alla razza scelta. Il prezzo per un gatto siberiano è di circa 900 – 1000 euro, mentre un gatto Norvegese ha in genere un costo di 600 – 700 euro. Leggermente più alto il costo per acquistare un esemplare di gatto Orientale a pelo corto: in questo caso la spesa oscilla infatti tra gli 800 i 1500 euro.

Anche il Blu di Russia ha un prezzo più alto rispetto alle altre razze, dal momento che è difficile trovare un gatto del genere a meno di 900 euro. Ma è lo Sphynx ad avere un costo a dir poco elevato, dovuto proprio alle sue caratteristiche uniche: un gatto da esposizione supera i 1000 euro, mentre quelli da riproduzione possono toccare anche i 2000 – 2500. Se invece ci si “accontenta” di un gatto da compagnia, ce la si può cavare con una spesa di 800 – 900 euro.

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