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Salto in alto: origini e storia delle tecniche

Cos'è e come nasce il salto in alto: dove allenarsi, come migliorarsi e quali sono le tecniche da adottare per riuscire in questa disciplina sportiva

Dove allenarsi

A tutti è capitato di rimanere incantati nel vedere la leggiadria con cui gli atleti saltano l’asta, ogni volta più alta, e sfidano altezze che per quasi tutti gli esseri umani sono impensabili. Ma non tutti sanno che la storia del salto in alto è molto lunga. Le prime attestazioni del salto in alto esistono dall’antica Grecia, anche se ancora non era una disciplina olimpica. Era praticato regolarmente anche nell’Africa tribale, in particolare tra i watussi.

La prima gara documentata di salto in alto fu in Scozia all’inizio del XIX secolo e fu vinta con un salto di 1,67 m. Un salto piuttosto basso se pensiamo alle gare odierne, ma dobbiamo immaginare una tecnica completamente differente, detta a “forbice”: l’atleta si metteva con il fianco verso l’asticella, passava prima una gamba – quella più vicina all’asticella – poi l’altra, compiendo una sforbiciata.

La tecnica del salto in alto si è poi evoluta, mano a mano, grazie a saltatori statunitensi e sovietici, diventando “ventrale” o “straddle”: l’atleta doveva scavalcare l’asticella con la pancia in sotto e il torso parallelo a questa. Tuttavia, è stato un saltatore solitario, Dick Fosbury, a inventare la moderna tecnica di salto in alto, chiamata proprio salto alla Fosbury: si scavalca prima con testa e spalle, poi con la schiena arcuata e infine passano le gambe. Questa tecnica ha avuto così tanto successo grazie anche al progredire delle tecnologie, come l’introduzione del materassino di atterraggio che ha sostituito l’atterraggio sul suolo.

Dopo la vittoria olimpica del 1968 con il suo stile Fosbury, la sua tecnica di salto in alto si è diffusa in tutto il mondo. Ad oggi il record mondiale maschile è 2,45m stabilito nel 1993 dal cubano Javier Sotomayor, mentre il record femminile è della bulgara Stefka Kostadinova che nel 1987 ha saltato 2,09m.

Dove e come allenarsi

Sicuramente il salto in alto non è uno sport praticabile ovunque, richiede attrezzature che generalmente non si possiedono; inoltre, ha una tecnica non molto facile da apprendere come autodidatta, per questo il consiglio è quello di rivolgersi a palestre dove ci siano buoni corsi di atletica.

Se si inizia da bambini non si verrà indirizzati immediatamente al salto in alto, ma di solito si inizia con un’infarinatura generale di atletica per vedere poi verso quale disciplina si è più portati. Comunque, se già siamo saltatori o aspiranti tali, esistono degli esercizi che possiamo fare da soli, nella palestra in casa o in un parco, per migliorare le nostre prestazioni e tecniche di salto in alto.

  • Con una piccola rincorsa di 4-5 appoggi (nel salto in alto sono 6-7) saltiamo verticalmente a raggiungere un oggetto in alto che sia il soffitto o un ramo di un albero, come in un esercizio della ginnastica paleolitica.
  • È importante tenere ben allenati i muscoli della schiena: piegamenti dorsali e stretching possono aiutare la fase di volo del salto.
  • Stando fermi è utile fare dei salti in alto e incurvare le schiena, in questo modo potremo aiutare il nostro corpo a memorizzare i movimenti.

Inoltre – buona norma per qualunque progetto – la dura disciplina e la perseveranza saranno sicuramente la spinta in più per ogni buon saltatore.

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