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Scarpe da uomo: le differenze tra i modelli Oxford e Derby

Nel guardaroba di un uomo, che intende essere sempre impeccabile, non devono mai mancare la scarpe eleganti. Ma quale modello scegliere? Oxford o Derby?

Scarpe

I modelli Oxford e Derby sono due pilastri imprescindibili tra le calzature maschili sono, anche se non tutti li conoscono. Cosa sono? Come si distinguono? In che occasione si preferisce una all’altra Scopriamolo insieme.

Oxford

Le scarpe classiche stringate modello Oxford – o, per gli italiani, Francesina – devono il loro nome alle calzature storicamente indossate per seguire le lezioni, presso l’omonima facoltà universitaria inglese, dai rampolli delle benestanti famiglie britanniche.

Distinto per la sua innata classe ed eleganza, questo modello di calzature si differenzia dalle altre per un piccolo ma fondamentale particolare: l’allacciatura.

L’allacciatura delle Oxford è quella cosiddetta “chiusa”. Tra i due porta occhielli, caratterizzati da cinque occhielli ciascuna, non c’è spazio. Questo è dovuto ad un particolare tipo di assemblaggio della scarpa, che vede la mascherina cucita sopra i gambetti, che si uniscono in prossimità del collo del piede.

Queste scarpe, una volta indossate ed allacciate, appariranno perfettamente aderenti alla silhuette del piede, non lasciando trasparire la presenza del calzino, considerato accessorio casual.
Proprio per la loro rigida impostazione, le calzature modello Oxford si sposano perfettamente con abiti eleganti, da cerimonia – quali frack, smoking e tuxedo – per essere assolutamente impeccabili anche agli eventi che richiedono un maggior grado di formalità.

Derby

Le scarpe classiche stringate modello Derby devono invece il loro nome al Conte di Derby, aristocratico inglese che le lanciò come moda innovativa alla fine del ‘700.

Diversamente al modello Oxford, il modello Derby è decisamente più sportivo e informale, adatto ad occasioni dal sapore casual. Dal punto di vista della fattura, invece, le scarpe Derby presentano la cosiddetta allacciatura “aperta”: la parte centrale, caratterizzata dalla stringatura, leggermente aperta a lasciar intravedere la linguetta della scarpa.

Questo spazio è dovuto al fatto che – diversamente da quanto visto prima – nel modello Derby la mascherina della calzatura è cucita sotto ai gambetti.

Questo permette alla scarpa di vestire leggermente più comoda, lasciando intravedere anche parte del calzino indossato che, a seconda dell’occasione, può diventare un accessorio intrigante e giocoso da mostrare, magari in abbinamento con la cravatta.

Per loro natura, le calzature Derby sono adeguate ad accompagnare un abbigliamento casual ma curato: pantaloni in corduroy con camicia bianca, oppure polo sportiva in abbinamento a pantaloni più eleganti.

La decorazione

Erroneamente si pensa che la differenza tra i modelli Oxford e Derby risieda nella presenza o meno delle decorazioni: nulla di più sbagliato.

Infatti, entrambi i modelli di calzatura, possono essere adornati dalle tipiche decorazioni broguering, ossia a “fori”. L’unica restrizione risiede nel momento dell’utilizzo: le scarpe Oxford decorate non devono essere indossate dopo le ore 18.00 (come imposto dal galateo del principe di Galles) lasciando spazio al modello liscio.

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