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Carote viola: origine, proprietà benefiche e utilizzo in cucina

Le carote non sono solo arancioni, ma anche di altri colori. Scopriamo tutte le proprietà e le caratteristiche delle carote viola

Mangiare bene

Quando si pensa alle carote vengono subito in mente i classici ortaggi arancioni, dal sapore dolce e gustoso, come alcune tra le più comuni varietà di zucca. Non molti sanno che in origine le carote erano viola e, solo in un secondo momento in onore della dinastia degli Orange, vennero trasformate nella variante cromatica che tutti conosciamo.

Oggi esistono 4 varianti principali di questo ortaggio: viola, arancioni, bianche e gialle: ecco quali sono le proprietà e le differenze.

Le carote fanno bene, ma di che colore?

Si potrebbe dire che ogni colore ha le proprie caratteristiche:

  • la carota viola è ricca di flavonoidi e polifenoli, sostanze presenti anche nel vino che aiutano a combattere i radicali liberi e migliorano la microcircolazione contrastando le vene varicose;
  • la carota arancione è ricca di vitamina A, di minerali e di beta-carotene;
  • la carota gialla è ricca di luteina, una sostanza che protegge la macula degli occhi;
  • la carota bianca è ricca di vitamina C e povera di calorie.

Molti possono pensare che le diverse varianti cromatiche della carota siano causate da processi chimici non naturali, in effetti non è assolutamente così. Si tratta di varianti cromatiche che esistono in natura e ciascuna delle quali ha le proprie caratteristiche e il proprio utilizzo in cucina. Una cosa è certa: tutte le tipologie sono un vero toccasana per la salute.

Carota viola: proprietà e utilizzo in cucina

Le carote viola contano meno zuccheri rispetto a quelle arancioni, e hanno una maggiore concentrazione di antociani, della famiglia dei flavonoidi, i quali conferiscono il colore caratteristico all’ortaggio. Sono molto potenti come antiossidanti e combattono definitivamente l’invecchiamento della pelle, ma sono anche potenti antinfiammatori naturali, come l’aglio, e anti-aggreganti.

Consumare regolarmente questo tipo di ortaggio permette di mantenere bassi i livelli di colesterolo nel sangue e aiuta a combattere i radicali liberi, esattamente come i frutti rossi. Le carote viola hanno lo stesso gusto di quelle arancioni: in cucina possono essere utilizzate sia cotte che crude, anche se a crudo mantengono inalterate tutte le proprietà nutrizionali.

A differenza di quelle arancioni però, sono molto colorate, per questo possono essere utilizzate per cucinare zuppe, insalate, centrifughe o frullati dall’intenso color viola che aiuta a farle apprezzare anche ai bambini.

Storia della carota viola

Molti si chiedono quali siano le origini delle carote viola: erano già coltivate in Afghanistan più di 5000 anni fa, poi sono state introdotte in Europa nel XII secolo, prima in Spagna e in Italia. Tra il XVI e il XVII secolo gli olandesi riuscirono a ottenere il classico colore arancione effettuando dei particolari incroci, come tributo alla dinastia degli Orange.

Oggi la variante più diffusa è proprio questa, ma negli ultimi anni c’è stato un grande ritorno anche delle altre varietà cromatiche. L’Italia è al momento uno dei pochissimi paesi europei in cui si possono coltivare per 12 mesi all’anno: nel Meridione italiano esistono dei presidi Slow Food che ne tutelano l’autenticità e la biodiversità.

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