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Sintetizzatore musicale: che cos'è e come funziona?

Il sintetizzatore musicale: ecco tutto quello che devi sapere

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Se adori la musica elettronica, certamente avrai sentito parlare di sintetizzatore. Ma che cos’è e come funziona? Scopriamolo in questa guida.

Sintetizzatore musicale: che cos’è?

Il sintetizzatore è uno strumento elettronico, simile a una tastiera midi, che produce suoni imitando un naturale processo acustico. Il suono anziché essere prodotto meccanicamente da una corda che vibra o da un martelletto, viene prodotto attraverso un impulso elettrico.
A prima vista sembra uno strumento molto semplice, ma in realtà è molto complesso come il pianoforte o il clavicembalo.

Sul mercato, questo strumento è comparso a partire dagli anni Quaranta, ma solo negli anni Settanta comparve il primo sintetizzatore analogico prodotto in serie, stravolgendo la scena musicale. Grazie a questo strumento divenne possibile suonare moltissimi strumenti in un solo: non solo venivano riprodotti suoni tipici di altri strumenti musicali, ma anche suoni artificiali. Dai loop di batteria elettronica ai bassi, dagli organi ai violini, in un solo strumento si trovava una vera e propria orchestra.

Il sintetizzatore analogico utilizzava principalmente la sintesi analogica che comprende sintesi additiva, sintesi sottrattiva e modulazione di frequenza.

  • Sintesi additiva: si tratta di un tipo di sintesi particolarmente complesso, che si basa sul principio per cui un suono naturale può essere ottenuto dall’unione di un certo numero di frequenze, che aggrega diverse onde sonore, producendo così suoni nuovi.
  • Sintesi sottrattiva: è il tipo di sintesi più utilizzato dal sintetizzatore analogico. Lo scopo è quello di intervenire su suoni già particolarmente articolati e ottenere una sonorità più definita attraverso una serie di filtri. In realtà, questo tipo di sintesi si utilizza anche negli strumenti meccanici, per esempio lavorando sulla cassa armonica in strumenti come il violino o la chitarra.
  • Modulazione di frequenza: è una tecnica nata negli anni Ottanta e diffusasi grazie a un certo tipo di tastiere progettate in questo modo. Viene utilizzata per riprodurre suoni naturali e ottenere timbri verosimili, soprattutto quelli dei pianoforti.

Il sintetizzatore digitale

Il sintetizzatore digitale nacque negli anni Ottanta come evoluzione del sintetizzatore analogico, grazie ai progressi dell’elettronica e dei computer.
Il passaggio fu comunque piuttosto lento: i primi sintetizzatori digitali funzionavano comunque a generazione analogica, mentre i controlli erano digitali. Solo, in un secondo momento, il sintetizzatore digitale iniziò ad avere anche una generazione del suono digitale.

Attualmente, si stanno diffondendo i sintetizzatori virtuali: si tratta di veri e propri software in grado di emulare ciò che avviene in un sintetizzatore digitale.

Quanto costa un sintetizzatore?

Fino a qualche anno fa, il prezzo per un sintetizzatore era piuttosto elevato, soprattutto se si desiderava un prodotto professionale. Negli ultimi anni, grazie alla diffusione della tecnologia, i costi si sono ridotti, e si possono trovare sul mercato sintetizzatori musicali anche sotto i 100 euro.

In ogni caso, ci sono modelli più sofisticati anche fino ai 3-4 mila euro. Per avere un prodotto di qualità, bisogna pensare di orientarsi su una spesa attorno almeno ai 4-500 euro, anche a seconda del tipo di uso che ne varrà fatto.

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