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Guida all'acquisto della palestrina per un neonato

Capace di sviluppare la coordinazione e i sensi del bambino, il tappeto gioco è un fedele compagno dei primi mesi di vita. Ma a quanti mesi si usa la palestrina per il neonato?

Centri commerciali e outlet

Quando nasce un bambino, mamma e papà passano intere ore a sfogliare cataloghi online e a girovagare per negozi. L’obiettivo? Individuare cosa acquistare per il (futuro) nuovo nato. Un vero e proprio dilemma, soprattutto quando si diventa genitori per la prima volta: cullette e lettini, passeggini e carrozzine, vestitini e giocattoli per i più piccoli riempiono gli occhi e scalano la classifica dei desideri. Una classifica che, nelle prime posizioni, vede la palestrina per il neonato.

Perché è il gioco per eccellenza, la palestrina dei bimbi. Il mercato è affollato di modelli d’ogni foggia e d’ogni colore, da quelli con tutti gli animali della foresta a quelli super minimal che tanto piacciono alle mamme chic. Ma cos’è, il tappeto gioco? A cosa serve e, soprattutto, a quanti mesi si può cominciare a proporlo al proprio bambino?

Molto più che un gioco

Chiamarla gioco sarebbe riduttivo: la palestrina per il neonato è un utile strumento per sviluppare i sensi e la coordinazione motoria del piccolo. In genere, si compone di un morbido tappeto sormontato da un arco (o da due incrociati) da cui scendono numerosi “giochini”, ciascuno con una sua funzionalità: specchietti (ovviamente infrangibili), animaletti da mordicchiare, giocattoli sonori e altri da manipolare. Perché a questo serve, il tappeto gioco: a stimolare il bimbo. Aiuta la sua manipolazione, allevia il dolore alle gengive, lo stimola ad afferrare i giochi, a stringerli tra le manine, a girarsi quando sente suoni e vede luci.

Sono diverse le modalità in cui la palestrina per i bimbi può essere utilizzata. Quelle più “evolute” sono studiate per accogliere le diverse posizioni del neonato: a pancia in su, a pancia in giù, a gattoni, seduto. In posizione supina, aiutano il bambino a sviluppare il senso del tatto e a migliorare la coordinazione di braccia e gambe, “sfidandolo” ad afferrare i giochi appesi agli archi; in posizione prona, coccolano il bimbo con la loro morbidezza e lo conquistano coi disegni e i colori che al tappeto danno vita.

Quale palestrina per il bambino scegliere? Le possibilità sono tante: tutte le principali marche di giocattoli hanno i loro modelli, e persino alcuni colossi dell’arredo le propongono. Ci sono le versioni con luci e suoni, quelle “silenziose”, ci sono le palestrine a tema (che riproducono il mare, la giungla, lo spazio ecc.): se ne possono trovare di tutti i tipi e di tutti i prezzi.

In genere si parte dai 50 – 80 euro dei modelli più semplici, a salire. Il consiglio? Acquistare un tappeto gioco lavabile, in ogni sua parte, e sufficientemente spesso affinché il piccolo non sia scomodo per il contatto col pavimento (occhio anche ai troppi effetti speciali, che potrebbero infastidirlo).

A quanti mesi si usa la palestrina per il neonato?

Mamma e papà si chiederanno dunque a quanti mesi si usa la palestrina per il neonato. Sicuramente, non prima dei due mesi: prima, la struttura ossea del bambino non è ancora ben sviluppata e gli oggetti difficilmente li distinguerebbe. A partire dai due mesi e mezzo / tre, si può iniziare a fare usare il tappeto gioco al bimbi per una decina di minuti al giorno, a pancia in giù e sotto la supervisione di un adulto: questa posizione rinforza la sua colonna vertebrale, lo sprona a gattonare e lo stimola in quanto vorrà guardare i giocattoli appesi agli archi, alzando la testolina.

Quando il bimbo ha intorno ai cinque mesi, ecco che userà la palestrina a pancia in su e interagirà molto di più coi diversi oggetti. Attenzione, però: a questa età, i piccoli imparano a rotolarsi e a girarsi con la pancia in su e in giù, quindi è meglio spostare la palestrina su un ampio tappeto morbido.

Di norma, si usa la palestrina per il neonato sino ai 6 mesi. Poi si possono togliere gli archi e trasformarla in un tappetino, oppure aspettare che il bambino cresca e impari ad alzarsi in piedi, per fargli utilizzare gli archi da una prospettiva diversa.

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