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Tutte le specialità regionali di pasta fresca ripiena

A ogni regione la sua pasta ripiena! Ecco quali sono le specialità e le varianti di queste deliziose pietanze in giro per l'Italia

Mangiare bene

La pasta fresca ripiena è una delle cose più buone da mettere in tavola. Specialmente d’inverno, quando fa freddo e si ha voglia di pietanze più sostanziose, questo piatti tipici sono un classico del pranzo e della cena italiana. Ogni regione ha la sua specialità e i suoi tipi di pasta: molte sono simili, ma cambiano i nomi, le forme e il ripieno. Impossibile non farsi venire l’acquolina in bocca alla sola vista: ecco quali sono le paste ripiene tipiche di ogni regione da assaggiare assolutamente.

Paste ripiene regione per regione

Le paste ripiene più famose d’Italia sono queste:

  • Lombardia: casoncelli
  • Lazio: cappelletti
  • Campania: fioroni
  • Sicilia: ravioli amari
  • Veneto: casoncelli e tortellini
  • Emilia-Romagna: cappelletti, cappellacci e tortellini
  • Piemonte: agnolotti
  • Puglia: pansoti
  • Toscana: tortelli e tortelloni
  • Calabria: sagne chjne
  • Sardegna: culurgiones
  • Liguria: ravioli
  • Marche: cappelletti
  • Abruzzo: ravioli dolci
  • Friuli-Venezia Giulia: cjarsons
  • Trentino-Alto Adige: schlutzkrapfen
  • Umbria: cappelletti
  • Basilicata: ravioli
  • Molise: raviolo scapolese
  • Valle D’Aosta: tortelli e tortelloni

La storia delle paste fresche ripiene più famose

Nonostante la pasta fresca ripiena sia diffusa un po’ in tutta Italia, è tipica prevalentemente delle regioni del Nord. Al Centro e al Sud, infatti – complice anche il clima più mite e le diverse condizioni economiche – la cucina si distingue essenzialmente per il suo essere più “povera”. Le paste tipiche di queste regioni sono quelle realizzate con gli avanzi dei cibi, motivo per cui ravioli, agnolotti, ecc… sono essenzialmente quelle importate da altri luoghi.

Le paste ripiene più diffuse, con varianti nei condimenti e nella preparazione non solo a seconda delle regioni ma anche delle città, sono tortellini, tortelloni, cappelletti, agnolotti, ravioli e casoncelli. Ognuna ha la sua storia e una leggenda legata alla sua origine – che spesso è la base per le contese legate alle varie città che ne rivendicano la “sovranità”.

I tortellini, ad esempio, nascono in Emilia Romagna. Si narra che una notte una bellissima dama si fermò a riposare in una locanda di Castelfranco Emilia (paese storicamente conteso tra Modena e Bologna) e catturò l’attenzione dell’oste, che andò a spiarla dalla serratura della stanza. Si dice che l’uomo rimase così colpito dal suo ombelico che la sera, nello stendere la pasta, lo riprodusse per omaggiarla.

I tortelloni sono invece tipici dell’Italia Settentrionale: simili ai tortelli, cambiano per il ripieno, che è di magro (ma che varia comunque a seconda della città e della regione dove vengono preparati). Anche gli agnolotti, pasta ripiena originaria del Piemonte, protagonista di alcuni piatti tipici, vantano diverse leggende sulla loro origine. Il vero agnolotto – anche qui, ne esistono moltissime varianti – ha il ripieno di carne e deve essere abbinato solo a quattro condimenti: brodo, burro e salvia, sugo semplice, ragù.

I cappelletti sono famosi per essere serviti in brodo (sai qual è la carne migliore per prepararlo?) molto caldo. In alcune regioni esistono delle vere e proprie sfide tra titani su chi ne mangia di più. Tipici dell’Emilia-Romagna, prendono il nome dalla loro forma, che sembra effettivamente quella di un cappello. Il raviolo, invece, può essere quadrato o tondo e il ripieno cambia a seconda delle ricette locali. È forse il tipo di pasta ripiena più diffuso e mangiato su tutto il territorio nazionale, e quello con più varianti. I casoncelli si trovano spesso solo in Lombardia: a forma di mezzaluna, il ripieno è esclusivamente formato da carne, grana padano grattugiato ed erbe aromatiche.

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