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Pitaya: il frutto tropicale scrigno di vitamine

La pitaya è un frutto tropicale che fa davvero bene: ricco di ferro e vitamina E, merita un posto alla tua tavola. Scopri come si mangia e da dove viene

Prodotti bio

Lo chiamano frutto del drago, dragon fruit o pitaya: tutti questi nomi fanno riferimento allo stesso frutto, un vero portento per la vostra salute e un alimento che dovreste integrare alla vostra cucina, proprio come accade con il Durian o il Babaco. La pitaya è divenuta di recente un grande trend del settore alimentare, ed è difficile stupirsene: è buona e fa bene.

Che cos’è la pitaya?

Il dragon fruit è endemico dell’Asia, ma cresce anche in Messico, Brasile e in tutto il resto dell’America Latina e Centrale. Il nome scientifico della pianta che lo produce è Hylocereus Undatus, epifita rampicante che si aggrappa al resto della vegetazione circostante. I suoi fiori arrivano a sbocciare anche più di una volta l’anno. Questa meravigliosa pianta fa parte delle Cactacee (come il fico d’India), ovvero la famiglia delle piante grasse, e predilige i climi tropicali dove tende a proliferare.

La pitaya cresce anche in Italia?

Trovare la pitaya in Italia può essere una sfida. Esistono però alcuni mercatini ortofrutticoli molto ricchi che ne vendono in quantità. Se volete assaggiarlo a chilometri zero, dovete invece recarvi là dove lo coltivano, in Australia, Cina, Thailandia o Vietnam.

Com’è fatta la pitaya quando è matura?

La pitaya rossa ha una particolare buccia fucsia spessa e squamata, dalle caratteristiche punte verdi. La polpa è bianca, costellata da una miriade di piccoli semi neri. Altre varietà del dragon fruit presentano invece polpa rossa, oppure buccia gialla.

Che sapore ha il frutto del drago?

Il frutto del drago non è solo ricco di proprietà benefiche, ma è anche buono da mangiare! La sua polpa è succosa, dolce e fresca. I piccoli semini neri al suo interno danno l’impressione di stare gustando un kiwi.

Come si mangia il frutto del drago?

Il frutto del drago si mangia senza grandi preparazioni. Non dovete fare altro che tagliare il frutto in quarti o a fette, pelarlo e mangiare la polpa. Se preferite non sporcarvi le mani, mangiatelo come il kiwi: tagliatelo a metà ed estraete la polpa con un cucchiaino, così da non perdere neanche una fibra di questo ottimo alimento. La pitaya è eccezionale nella macedonia, con un po’ di zucchero e limone, oppure in un frullato.

Usatela anche per accompagnare piatti a base di pesce dopo averla bollita o cotta al vapore, un po’ come succede con la batata. Se preferite consumarla essiccata, ricordatevi che è perfetta per marmellate o tisane. Il frutto del drago trova inoltre ampio utilizzo nella realizzazione di ottimi cocktail, per un aperitivo davvero rinfrescante.

Proprietà della pitaya

Il frutto del drago è ricco di vitamina C, B1, B2, B3 e vitamina E (nei semi). Oltre alle proteine, gli antiossidanti e i minerali, tra cui ferro, calcio e potassio, è anche un concentrato di fibre. La pitaya è priva di controindicazioni ed è ottima per:

  • Combattere lo stress e il nervosismo;
  • Sostenere l’attività muscolare dopo un’intensa attività fisica;
  • Combattere la stitichezza;
  • Supportare il sistema immunitario;
  • Stimolare la produzione di collagene e ridurre gli effetti dell’invecchiamento;
  • Aiuta a combattere la ritenzione idrica e la cellulite;
  • Contrasta il colesterolo cattivo.

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