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I migliori vini bianchi e rossi per piatti autunnali

Quali abbinamenti esaltano i profumi e i sapori dei cibi tipici della stagione autunnale? Scopri i migliori vini autunnali bianchi e rossi

27-10-2021

Enoteche e vini

Spuntano i funghi e si aprono i ricci delle castagne. Le zucche crescono e infine arriva lui, il re dell’autunno: sua maestà il tartufo. Nel periodo autunnale il menu offre sapori caratteristici. I piatti si scaldano per cacciare via il freddo della brutta stagione e il vino in tavola si adegua.

Per esaltare i cibi con il bicchiere giusto, ecco abbinamenti e consigli sui migliori vini autunnali da stappare nei prossimi mesi.

Vino strutturato per i funghi

Tra gli ingredienti che più spesso tornano nella cucina autunnale ci sono i funghi. Crudi, trifolati, nel risotto, con la polenta: davvero difficile farne a meno. Ma a seconda di quale sia la ricetta il vino ci verrà in aiuto per trovare la struttura più adatta, che esalti le caratteristiche del nostro piatto senza sovrastarne il sapore.

Ecco allora che i bianchi morbidi, di medio corpo, un Pinot grigio o il Fiano, possono accompagnare funghi serviti crudi. Sapore secco e intenso invece per un vino autunnale che voglia sostenere il confronto con il fungo trifolato: un esempio è il Greco di Tufo.

Rosso corposo per la selvaggina

Se i funghi vanno a impreziosire un piatto di selvaggina o si uniscono alla polenta, un rosso pieno, seppure morbido, farà al caso nostro. Per combattere il grigiore dell’autunno, mano a mano che la stagione diventa più fredda, largo a vini rossi corposi e ben strutturati che possano accompagnare in maniera degna la selvaggina che compare nei piatti.

Barolo, Barbaresco, Nebbiolo: la giusta bottiglia si farà strada sulle tavole con sapori intensi e decisi. Largo anche a vini profumatissimi o speziati che riempiano di note intense la bocca.

Il bianco d’autunno e lo spumante brut

Non c’è solo il vino rosso tra i vini autunnali. Un ottimo Riesling o uno Chardonnay invecchiato sono capaci di tenere testa a oca e anatra arrosto. Stessa cosa per il Gewurztraminer. I bianchi accompagnano bene anche i risotti. Il segreto è trovare la perfetta consistenza che sappia accogliere il gusto delle pietanze, senza coprirlo.

È difficile da abbinare ai piatti di zucca, con il suo sapore dolce. Anche in questo caso, però, è il vino bianco a diventare autunnale, soprattutto nella versione spumante brut

Odore di tartufo, bicchiere di Nebbiolo

Uno degli abbinamenti più difficili della cucina autunnale è quello che punta a esaltare il profumo e il sapore del tartufo. La scelta è particolarmente complessa davanti al tartufo bianco, mentre diventa un poco più semplice quando è quello nero a infilarsi nel piatto per rendere indimenticabile una pietanza autunnale.

Come fare dunque? In questo caso il consiglio è di scegliere un vino non troppo strutturato, invecchiato qualche anno (ma non troppi) in modo che sapori e profumi nel piatto e nel bicchiere si accostino senza che nessun ingrediente sia mortificato. Ed ecco così uscire dalla cantina, ad esempio, una bottiglia di Nebbiolo, piemontese come il tartufo.

Attenzione alle bollicine, invece. Cautela anche prima di stappare vini con sentore di vaniglia compresi quelli invecchiati in barrique. Adatti al contrario un Barolo, un Chianti classico, oppure un Rosso Piceno. La scelta deve cadere su un vino morbido, non troppo tannico.

Uno spazio per il novello

E poi c’è il vino novello. Fatto con le uve dell’anno, l’autunno è il suo momento per definizione. Allora perché non valorizzarlo per una serata poco impegnativa che porta in tavola cibi semplici, che non hanno bisogno di un vino robusto a cui abbinarsi? Il novello è capace di adattarsi a un piatto di salumi o a un secondo di carni bianche.

Si presta anche per accompagnare le castagne, cotte sul fuoco. Perché non stappare una Bonarda o una bottiglia di Sangue di Giuda? Pure il Lambrusco e il Refosco sono capaci di sposarsi alle caldarroste. Una cosa, tuttavia, è certa: se il novello non è il re dei vini autunnali, almeno è il principe.

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