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Kimchi coreano: perché fa bene e come cucinarlo al meglio

Il kimchi ha conquistato anche l’Italia. La ricetta tradizionale coreana è semplice da realizzare, per un piatto ricco di benefici e squisito, per questo amato in tutto il mondo

Mangiare bene

Il kimchi è uno dei piatti più apprezzati della cucina asiatica, facendo parte nello specifico della tradizione culinaria coreana. Ha impiegato un bel po’ per trovare il proprio spazio anche in Italia, ma alla fine ce l’ha fatta. Il nostro Paese è sempre più aperto alle sperimentazioni a tavola, pur restando legato alle proprie ricette. Assaggiando il kimchi coreano però si rischia di restarne ammaliati, entrando quasi in un tunnel di dipendenza.

Questo piatto tipico coreano non è altro che un sapiente mix di ravanelli, verdure di vario genere, foglie di cavolo fermentate, pasta di peperoncino, pasta di gamberetti, salsa di acciughe, zenzero, scalogno e aglio. Un piatto diffuso nel mondo, che trova però la sua essenza nella preparazione casalinga. Per questo motivo, dopo averlo magari sperimentato già pronto, in confezioni pronte, in tanti hanno deciso di mettersi alla prova, cucinandolo da sé.

Le proprietà del kimchi

Il kimchi è composto da svariati ingredienti, tutti ricchi di vitamine e minerali. Ciò ha di certo sollevato un particolare interesse nei confronti di questo piatto tipico coreano, squisito e salutare. Il vero elemento vincente è però la grande presenza di lattobacilli, in grado di apportare benefici enormi sia all’intestino che a tutto l’apparato digerente.

La presenza dell’aglio aiuta a tenere bassi i livello del colesterolo, favorendo inoltre il benessere dell’apparato cardiovascolare. Nel peperoncino è possibile trovare invece vitamine A, B e C. Questo è inoltre un potente antiossidante. La lista delle proprietà del kimchi non è però conclusa, considerando la presenza di fibre, che aiutano l’intestino e assorbono zuccheri e colesterolo in eccesso. Il tutto avvolto in uno squisito insieme con pochissime calorie.

La ricetta del kimchi

Alla base della preparazione del kimchi c’è il processo di invecchiamento degli ingredienti. Prolungare la fermentazione consente di rendere più intenso il sapore del piatto finale. Nonostante si tratti di un piatto tipico coreano, la sua ricetta non costringe a nessuna ardua ricerca di prodotti provenienti dall’altra parte del mondo. Sul fronte accessori invece basteranno una ciotola alquanto grande e dei contenitori.

Ecco tutti gli ingredienti necessari per preparare un kimchi fai da te:

  • 2 cavoli
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • 3 cucchiai di pasta di acciughe
  • 2 cucchiai di pasta di peperoncino
  • 100 gr di peperoncino in polvere (volendo optare per quello coreano, il suo nome è gochugaru)
  • 65 gr di sale
  • un paio di manciate di scalogno (tagliato fine)
  • 30 gr di aglio (tritato fine)
  • 30 gr di zenzero (tritato fine)
  • 500 gr di carote (tagliate alla julienne)

La prima cosa da fare è tagliare i cavoli in quarti (longitudinalmente), tagliandoli ulteriormente a loro volta. Posti in una ciotola, dovranno essere mescolati al sale, per poi versare dell’acqua fredda fino a coprirli. Il cavolo galleggerà, dunque si dovrà aggiungere un peso per farlo restare sotto il livello dell’acqua. La ciotola andrà poi coperta con un semplice tovagliolo, lasciando il tutto fuori durante la notte. Il giorno dopo il cavolo andrà riposto in una ciotola pulita, mentre in un’altra andranno uniti pasta di peperoncino, salsa di soia, peperoncino in polvere e pasta di acciughe. Tornando al cavolo, gli si potrà aggiungere lo scalogno, lo zenzero, l’aglio e le carote.

Solo a questo punto si potrà mescolare con il preparato speziato dell’altra ciotola. Il kimchi potrà essere riposto in contenitori di plastica o vetro, coprendo il tutto con la salamoia e lasciando riposare a temperatura ambiente. Dopo 3-4 giorni si potrà assaggiarlo, per poi attendere che raggiunga il livello d’intensità preferito.

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