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Cucina povera: i piatti della tradizione contadina da scoprire

Le ricette della nonna, quelle fatte con pochi ingredienti ma di qualità. Ecco qui 7 ricette tipiche della cucina povera italiana

Mangiare bene

La cucina tradizionale italiana è tipicamente una cucina povera, ma ricca di cultura e di importanza storica e culinaria. Offre molti piatti da servire in tavola per fare riscoprire il gusto della tradizione contadina e la semplicità degli ingredienti più genuini.

Cucina povera: 7 ricette da gustare

Realizzate con pochi ingredienti e con prodotti della terra genuini, facili da reperire, queste ricette costituiscono i primi, i secondi e gli antipasti della nostra cucina. Ecco qui i nostri consigli su 7 ricette tipiche della cucina povera italiana.

1. Fave e cicorie

Si tratta di piatto tipico della cucina contadina pugliese molto semplice da preparare, ma sano e nutriente. Presenta un abbinamento perfetto di sapori contrastanti dovuto al gusto più delicato della crema di fave essiccate e a quello più amaro delle cicorie. I due ingredienti vengono lessati separatamente nella pignatta, tipica pentola di terracotta che garantisce una cottura lenta e uniforme degli ingredienti, e infine conditi esclusivamente con olio extravergine d’oliva. Lo stesso tipo di preparazione, quasi identico a quello pugliese, si può ritrovare anche in Sicilia nel “Màccu di favi” (macco di fave) che rientra nella lista di prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.).

2. Risotto alla zucca

Il classico risotto alla zucca è una sana e gustosa ricetta tradizionale della cucina povera lombarda, luogo in cui le zucche sono coltivate in abbondanza. È rinomata infatti la zucca mantovana, ortaggio simbolo della Lombardia e principale protagonista di numerose ricette. Si tratta di un piatto genuino molto semplice da preparare, che richiede una cottura in brodo da preparare rigorosamente con altre verdure di stagione ed erbette aromatiche: è perfetto da gustare durante i periodi invernali.

3. Panzanella

È un piatto semplice della cucina povera umbra, caratterizzato da una base classica di pane raffermo inzuppato nell’acqua e condito con cipolla, basilico, cetriolo, pomodoro, olio d’oliva, aceto e sale, arricchito in alcuni casi anche dall’aggiunta di tonno e uovo. Le origini di questo piatto sono un po’ controverse: mentre alcuni ritengono che sia nato dall’abitudine dei contadini di inzuppare il pane secco per renderlo più morbido e condirlo con le verdure del proprio orto, altri pensano che si sia diffusa fra i pescatori che usavano l’acqua di mare per bagnare il pane avanzato e mangiarlo con più facilità.

4. Polenta e osei

Un secondo piatto tipico della cucina povera veneta, composto da polenta e uccellini (in dialetto, appunto “osei”), in particolare allodole, quaglie, passeri, fringuelli, tordi. Questo piatto, nato dalla necessità delle donne di impiegare i magri bottini di caccia dei mariti per portare in tavola pietanze gustose, è stato alla base dell’alimentazione rurale per secoli, sia per il suo prezzo basso che per il suo alto valore nutrizionale. Il segreto infatti è tutto nella cottura: la ricetta tradizionale prevede che gli uccelli, accompagnati da polenta fresca o a fette, vengano cotti allo spiedo con salvia, lardo e pezzi di carne.

5. Spaghetti alla Carrettiera

Un concentrato di carboidrati in un solo piatto, tradizionalmente diffuso nella Sicilia dei primi anni del Novecento. Anche in questo caso si tratta di una ricetta semplice, preparata con ingredienti poveri, tra cui pasta, pane secco, aglio, olio e sale. Veniva consumata principalmente dai carrettieri che trasportavano merci o persone. Le ristrettezze economiche in cui versava questa categoria di lavoratori ha reso questa ricetta uno dei piatti più conosciuti della cucina povera siciliana.

6. Pappa al pomodoro

Una ricetta genuina tipica della cucina toscana contadina, originaria delle città di Siena e di Firenze. Cantata e assaporata nella cultura popolare, questa ricetta ha iniziato a diffondersi in occasione dello scontro tra le due città toscane, a causa della scarsità delle risorse di sale e di altri ingredienti. Nello specifico, si tratta di una minestra di pane raffermo cotto nell’acqua o nel brodo e condito con olio extravergine d’oliva, aglio e salsa di pomodoro fresco, attualmente servita per lo più come antipasto.

7. Brodetto alla Sambenedettese

Si tratta di un piatto povero della tradizione marinara che per secoli ha costituito il principale pasto dei pescatori. La sua origine deriva dall’abitudine dei pescatori di cucinare a bordo quella parte del pesce pescato che non poteva essere destinato al mercato.

Nello specifico, il brodetto si preparava direttamente a bordo delle imbarcazioni, amalgamato con acqua di mare per compensare la mancanza di sale e utilizzando solo dell’olio come condimento indispensabile. Nel corso del tempo il brodetto alla Sambenedettese ha subito evoluzioni sempre più raffinate e oggi il pesce viene lasciato bollire, così come lo si è pescato, con peperoni, cipolla e pomodoro, anche se non esiste una ricetta be codificata ma ve ne sono molte versioni che variano da zona a zona.

Seppur realizzati con ingredienti semplici, i piatti della cucina povera sono ricchi di storia, molto gustosi e insegnano che in cucina non bisogna sprecare nulla. Dalla combinazione di ingredienti semplici, spesso sottovalutati, si possono ricavare piatti incredibilmente saporiti e che nulla invidiano ai più ricercati.

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