1. Home
  2. Bellezza
  3. Erboristeria

Tintura madre: cos'è e quali sono i benefici per l'organismo

La tintura madre è un rimedio erboristico, assai diffuso in fitoterapia, che assicura numerosi benefici. Ecco tutto quello che bisogna sapere a riguardo

Erboristeria

La tintura madre consiste in una preparazione liquida che si ottiene dalla macerazione a freddo di materiale vegetale fresco, in una soluzione a base di acqua e alcol. Di fatto, questa soluzione idroalcolica rappresenta il fulcro di altri preparati erboristici, ed è proprio per tale ragione che viene definita “madre”.

Inoltre, può essere ricavata mediante l’impiego di qualunque erba officinale. Questo interessante prodotto viene utilizzato in fitoterapia per la cura di diversi disturbi, in quanto assicura numerosi benefici che dipendono dalla pianta utilizzata per la preparazione.

Infatti, si possono ottenere echinacea tintura madre, biancospino tintura madre, ficus tintura madre e tarassaco tintura madre, solo per fare qualche esempio. Particolarmente interessante è la propoli tintura madre, che aiuta a contrastare i disturbi del cavo orale, come herpes simplex, ustioni, stati infiammatori di lingua o gengive, disturbi dell’apparato respiratorio e malattie da raffreddamento.

Effetti e proprietà della tintura madre

A differenza di quello che pensano molte persone, la tintura madre non è un farmaco omeopatico, bensì un estratto di tipo erboristico, in quanto il fitocomplesso della pianta, ovvero l’insieme dei suoi principi attivi, non viene alterato. Tuttavia, è bene sottolineare che i benefici che è possibile ottenere, cambiano in relazione al tipo di pianta che viene utilizzata nella preparazione.

L’assorbimento da parte dell’organismo è rapido, per non dire immediato, in quanto si tratta di un’estrazione liquida. Molto spesso vengono associate tinture madre di piante differenti, poiché, agendo in sinergia, sono in grado di apportare maggiori benefici. Di fatto, questa soluzione idroalcolica è utile per risolvere o attenuare diverse problematiche.

Per agire efficacemente, ad esempio, sull’insonnia, la depressione e l’ansia si consiglia quella a base di escolzia, passiflora ed iperico. Nel caso in cui, invece, si vogliano combattere punture di insetto, scottature, geloni, eczemi e micosi, utile è la tintura madre di calendula. Desideri un’azione drenante? Allora, è efficace la pilosella tintura madre. Dunque, in base alle proprie necessità è possibile trovare la soluzione ideale, basta conoscere la pianta più indicata per risolverle.

Posologia e preparazione della tintura madre

La tintura madre viene assunta per via orale, diluendo le gocce in mezzo bicchiere d’acqua. Di norma, le dosi dipendono dalla pianta di base con cui è realizzata. Tuttavia, in generale, si consigliano dalle 20 alle 120 gocce al giorno, possibilmente lontano dai pasti. Il periodo di impiego previsto, invece, è di circa 2 mesi, ma può variare.

Ma come si prepara, ad esempio, la tintura madre di calendula o quella di echinacea? Come già anticipato poco sopra, è necessario partire da piante fresche, che in erboristeria vengono chiamate droghe, così da mantenere inalterate le proprietà benefiche contenute. Queste devono essere raccolte nel loro preciso “tempo balsamico”, così da sfruttarne al meglio i principi attivi preservati al loro interno.

I vegetali devono essere messi a macerare in una soluzione di acqua e alcol. Di solito, la gradazione media utilizzata per la soluzione idroalcolica è di 50 gradi, ma molto dipende dal tipo di droga impiegato. Di fatto, esistono vari metodi di estrazione, ma generalmente nella preparazione delle tinture madri si utilizza un dosaggio 1:10, ossia 10 parti di soluzione idroalcolica per una parte di droga.

La macerazione deve avvenire a freddo per almeno 3 settimane, avendo cura di agitare regolarmente il recipiente di vetro posto al buio. Trascorso il tempo necessario, il prodotto ottenuto deve essere filtrato ed i residui vegetali sottoposti a spremitura. Per preservare la tintura madre a lungo bisogna riporla in contenitori di vetro scuro e tenerli in un luogo fresco e privo di luce.

Potrebbero interessarti anche