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Testamento olografo: tutto quello che c'è da sapere

Il testamento olografo è un documento molto importante che, per avere validità, deve presentare alcune specifiche caratteristiche. Scopri di cosa si tratta

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Il testamento è un documento attraverso il quale una persona dichiara in forma scritta quali sono le proprie volontà in relazione ai bene e alle sostanze possedute dopo la propria morte.

Il cosiddetto testamento olografo è un tipo di testamento redatto in forma scritta, disciplinato dall’articolo 602 del Codice civile, nel quale sono indicate le caratteristiche che deve avere questo documento per essere ritenuto valido e, di conseguenza, per esaudire le volontà del defunto, ma è ben diverso dal testamento biologico.

Che cos’è il testamento olografo

Il testamento olografo è stato introdotto nello Statuto Albertino nel 1860, ma le testimonianze della sua esistenza risalgono a molti secoli prima. Si tratta, quindi, di una pratica molto diffusa e antica, attraverso la quale viene lasciata indicazione scritta delle proprie volontà ai posteri.

Il nome testamento olografo ha un significato etimologico: deriva infatti dalla parola greca hológraphos, composta da hólos, che significa “tutto” e -graphos, che ha la stessa radice di grafein, “scrivere”. Infatti la prima caratteristica che definisce il testamento olografo è quella di essere completamente scritto.

Le altre due caratteristiche, così come indicate dal Codice civile, riguardano la presenza della data, sottoforma di giorno, mese e anno, e la firma autentica del testatore. Per questa forma di testamento non è necessaria la presenza di un notaio, ma può essere redatto in autonomia dal testatore senza alcuna spesa e senza necessità di alcun testimone.

Quando è valido il testamento olografo

La validità del testamento olografo, spesso aperto dopo il funerale, dipende prevalentemente dal fatto che contenga gli elementi essenziali, cioè: che sia in forma scritta e che contenga data e firma. Tuttavia, per quanto riguarda la forma scritta, va specificato che dev’essere scritto a mano dal testatore di proprio pugno. Di conseguenza, se viene redatto a macchina o a computer, il testamento olografo è nullo, anche nel momento in cui fossero regolarmente apposte la data e la firma.

Tutto ciò è stato previsto dal legislatore in funzione della massima tutela del testatore, in quanto, se fosse sufficiente l’apposizione della firma su un documento redatto con un mezzo meccanico, sarebbero molto più semplici le contraffazioni.

Anche per quanto riguarda l’apposizione della firma, la ratio che regola la validità del testamento olografo dà la precedenza al rispetto delle volontà del testatore, cercando di limitare le possibilità di contraffarle. Pertanto, qualora il documento consti di parecchie pagine, si rende necessario che la firma sia apposta su ognuna di esse.

Anche per quanto riguarda l’identità del testatore certificata dalla firma, esistono casi in cui si sia ritenuto valido il testamento sebbene la firma riportasse uno pseudonimo anziché nome e cognome. In questi casi, tuttavia, si è ritenuto che non ci fossero dubbi sull’identità. Infine, per quanto riguarda la data, è necessario che anche quest’ultima sia scritta a mano e redatta dallo stesso testatore. L’importanza di questo elemento è dovuta al fatto che nel corso del tempo possono essere stati fatti dalla stessa persona diversi testamenti e, ai fini legali, ha validità il più recente.

Il Codice civile prevede, inoltre, che la data venga indicata nella forma giorno, mese, anno. Tuttavia la giurisprudenza in alcune situazioni ha tenuto valide anche indicazioni diverse, in quanto non davano possibilità di fraintendimento. L’indicazione di un giorno festivo universalmente riconosciuto, come per esempio “il giorno di Natale dell’anno…”, non dà adito a dubbi e può essere ricostruito per relationem.

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