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Ritmo circadiano: come funziona e perché è così importante

Il nostro organismo è caratterizzato da ritmi di funzionamento quotidiani, ma quali sono di preciso? Scopri in questo articolo come funziona il ciclo circadiano

Mente e psicologia

Cos’è il ritmo circadiano? L’etimologia latina circa diem indica che si tratta di un ritmo sonno veglia naturale che avviene nel corpo di ognuno all’interno delle 24 ore. È un sistema complesso e multi variegato dove entrano in scena una fitta serie di elementi che controllano il benessere psico-fisico tramite parametri quali la pressione arteriosa, la temperatura corporea, il peso, il tono muscolare; in una parola: tutto l’organismo.

Il ritmo circadiano prevede una tabella di marcia prestabilita che copre l’intera giornata, tutti i giorni. 

La tabella del ritmo circardiano

  • Tra le 6 e le 9 del mattino si assiste alla prima fase, il momento iniziale della giornata che consiste nel risveglio. L’ormone del sonno, la melatonina, lascia spazio pian piano al cortisolo per potersi mettere in moto ed affrontare la giornata.
  • Tra le 9 e le 12: la temperatura corporea, aiutata anche dal movimento, subisce un aumento così come il cortisolo. Rappresenta il momento in cui si ha maggiore concentrazione ed energie fisica, non a caso si consiglia di svolgere le mansioni più intense proprio in quest’arco temporale, tra cui un buon allenamento mattutino.
  • Tra le 12 e le 15: dopo i pasti -quando arriva quel leggero senso di stordimento a cui molti cedono concedendosi il famoso pisolino pomeridiano- l’ossigeno e il sangue affluiscono maggiormente nella parte del ventre dove svolgono i loro compiti metabolici.
  • Tra le 15 e le 18: l’organismo si prepara nuovamente -e lentamente- a ricaricare le energie. Una volta l’uomo andava a dormire con il tramonto, ed il nostro sistema lo ha ancora in memoria. L’organismo quindi rallenta, il fegato e l’intestino fanno più fatica a digerire grassi e zuccheri, motivo che spiega perchè bisogna sapere cosa mangiare prima di dormire.
  • Tra le 21 e le 24: ad iniziare dalle 21 circa, la ghiandola pineale favorisce l’apporto di melatonina utile a conciliare il sonno. La temperatura corporea scende nuovamente e l’intero organismo si prepara per accogliere il riposo. In questa fase, quindi dopo i pasti, è sconsigliato l’utilizzo di dispositivi elettronici, come tv e cellulari nonché fare attività fisica.
  • Tra le 24 e le 3: la mente riposa, o meglio una parte, perché in qualche modo il sistema cerebrale rimane sempre attivo. Il corpo accoglie il picco della melatonina per rigenerarsi. 
  • Tra le 3 e le 6: il corpo registra un abbassamento della temperatura assieme ad una diminuzione della melatonina per prepararsi al risveglio. 

Perché è importante non sottovalutare il ritmo circadiano

L’orologio vero e proprio del corpo degli esseri umani -come di tutti gli esseri viventi- viene così spesso stravolto che non si ha nemmeno la cognizione di quanto in realtà, se lo si rispettasse, si possa trarre un beneficio a lungo andare. Lo sapevano bene i tre genetisti biologici – Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young a cui è stato assegnato il Nobel per la Medicina nel 2017 per la scoperta.

Una scoperta che evidenzia quanto il ritmo circadiano e il sonno siano fortemente legati al ciclo luce-buio, e di quanto il primo possa essere alterato attraverso uno stile di vita non idoneo in cui si è molto attivi di notte, magari attraverso un uso spasmodico di cellulari o altri dispositivi anche durante la fase naturalmente dedicata al recupero. Per capire l’importanza del rispetto del ritmo della giornata basti pensare che l’epifisi, uno dei principali protagonisti del ritmo circadiano, è una ghiandola che produce la melatonina, l’ormone del sonno, la cui funzionalità varia in base alla luce: i raggi solari, infatti, inibiscono la produzione di melatonina per aumentarla quando arriva il buio, facilitando così il sonno durante la notte.

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