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Consigli per cucinare il cinghiale

In bianco, al sugo, addirittura light, come preferisci mangiare il cinghiale? Scopri in questo articolo i consigli da seguire per poterlo cucinare al meglio

Mangiare bene

La carne di cinghiale è molto prelibata, sebbene non tutti la amino allo stesso modo. C’è, infatti, chi ha una vera passione per la selvaggina e chi, invece, preferisce gusti meno decisi.
Per cucinare il cinghiale, infatti, bisogna conoscere qualche trucco che permetta di mantenere tutto il sapore dell’animale riducendo l’eccessivo gusto selvatico.
La carne di cinghiale è ricca di proteine mentre è meno grassa di quella di altri animali, come il maiale, di conseguenza, oltre al piacere del palato, ne trae giovamento anche la salute.

Cinghiale: come cucinarlo al meglio

Per ottenere i migliori risultati, è opportuno cucinare il cinghiale avendo cura di conservarne la morbidezza e esaltandone il sapore, che non deve avere un gusto troppo forte.
La carne di cinghiale, poi, è piuttosto fibrosa e rischia di diventare troppo secca o asciutta. I tipi di cottura che si adattano meglio a questa carne sono gli stufati, la cottura al forno e alla griglia, ma sono molto prelibati anche i sughi da aggiungere ai primi.

I consigli per cucinare il cinghiale

La carne di cinghiale non è difficile da cucinare, tuttavia conviene conoscere alcuni segreti che permettono di rendere al meglio la cottura.

  • Se si è acquistato un taglio di cinghiale appena dopo la cacciagione, prima di cucinarlo va fatto frollare. La frollatura andrebbe fatta portando la carne a una temperatura compresa tra gli 0°C e i 4°C con una umidità compresa tra l’85% e il 90%. Per eseguire correttamente questo procedimento sarebbe necessario un abbattitore di temperatura o celle frigorifere. Poiché sono attrezzature che normalmente non si usano in ambito domestico, si può tagliare a pezzi la carne e porla in congelatore per almeno una settimana.
  • A seconda dell’età del cinghiale, si può procedere alla marinatura per eliminare il gusto di selvatico. Se il cinghiale è molto giovane, in genere la marinatura non è necessaria, mentre è consigliabile se l’animale ha attorno all’anno di età. In questo caso può essere sufficiente una marinatura leggera fredda che, invece, deve essere più intensa e cotta se il cinghiale è adulto. La marinatura del cinghiale viene fatta per rendere meno forte il sapore della carne e ridurre il gusto di selvatico. Ciò implica che la carne, fatta a tocchetti, venga messa nel vino assieme a gusti come la cipolla, l’alloro, i chiodi di garofano, la carota e il sedano.
  • I tagli più morbidi sono quelli della coscia, che si possono cucinare come spezzatino o al forno. Le costolette e la spalla sono adatti alla cottura alla griglia. Infine, in alcuni piatti tipici regionali si usano anche il collo, il fegato, i reni e le frattaglie.
  • La preparazione del cinghiale congelato richiede i giusti tempi di scongelamento. La carne, infatti non andrebbe mai tenuta a temperatura ambiente, ma va spostata in frigorifero perché lentamente salga di temperatura. Si tratta di una operazione che contribuisce anche a ottenere una carne molto morbida e delicata.
  • Le ricette di cinghiale al forno sono numerose ma nella maggior parte dei casi molto semplici. Dopo aver fatto la marinatura, il cinghiale può essere posto a cuocere in una teglia poco burro di condimento e con i gusti preferiti: per esempio, carota, cipolla, chiodi di garofano, timo. Occorrerà ogni tanto bagnarlo con la bagna della marinatura che si sarà tenuta da parte. La cottura in forno è l’ideale perché mantiene la carne morbida e non richiede eccessivo condimento.

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