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Aragosta o astice: differenze, qualità e prezzo

Meglio scegliere l'aragosta o l'astice? Ecco tutti i trucchi per riconoscerli subito e cucinarli al meglio

Mangiare bene

Deliziosi crostacei che, per chi non li conosce, si somigliano un po’ tutti: aragosta o astice? Quale scegliere? In questa mini guida, abbiamo cercato di elencare tutte le caratteristiche, le differenze e le proprietà di alcuni dei crostacei più popolari, tra i cibi più costosi del mondo, e amati della cucina.

Le peculiarità principali si nascondono nel carapace, nelle antenne, nelle chele, ma soprattutto nel sapore. Quali sono le differenze principali tra aragosta e astice? Quale delle due è più buona da mangiare?

Aragosta: com’è fatta?

L’aragosta è un crostaceo decapode (con dieci piedi) dalla corazza di colore bruno-rossiccia e cosparsa di spine. Nel corso della vita, questo animale la cambia più volte per crescere in dimensioni, fino ad arrivare ai 40-50 centimetri di lunghezza, pesando anche 8 kg. Tra i dubbi principali legati a questo crostaceo c’è sicuramente quello delle chele: sfatiamo il mito. L’aragosta non ha le chele!

Inoltre, è dotata di due lunghe antenne (più lunghe del corpo) ripiegate all’indietro. Gli occhi sono posizionati su due peduncoli mobili che gli consentono di avere grande visibilità anche nei fondali rocciosi più impervi. L’aragosta ha un valore commerciale più alto poiché è una specie in pericolo, e risulta sempre più rara da pescare. Il prezzo dell’aragosta si aggira attorno ai 90-100 euro al kg tanto da risultare uno dei cibi più cari.

Una volta cucinata, l’aragosta ha un sapore deciso: la carne risulta essere elastica e compatta e l’aroma è delicato, a patto di saperne riconoscere la freschezza in pescheria. Questo crostaceo, visto anche il suo valore commerciale e la sua pregiatezza, è particolarmente indicato per i piatti raffinati.

La cottura è un passaggio delicato che richiede esperienza, al fine di non rovinare la consistenza dell’aragosta. Si consiglia di cucinarla al vapore o alla griglia: la bollitura prevede circa 20 minuti per ogni kg di crostaceo.

Astice: com’è fatto?

L’astice è un crostaceo di grandi dimensioni che si può pescare in tutto il Mediterraneo. La sua caratteristica principale sono le chele anteriori, di cui una è più grande dell’altra. Anche l’astice ha il corpo rivestito da un grosso carapace che cambia più volte nel corso dello sviluppo, ed è di colore rosso con sfumature nero-bluastre. L’astice può arrivare a pesare 6 kg e avere dimensioni che superano i 60 cm.

Al sapore, l’astice presenta una polpa soda e un sapore più deciso, impiegato solitamente per preparazioni più corpose e cotture più lunghe. Viene considerato un cibo afrodisiaco, perfetto per le cene romantiche.

Quando si consuma un astice, è sempre bene munirsi di rompi-chele per ricavare la polpa anche da quella parte di carapace che non potrebbe essere rotto con le mani. Il prezzo dell’astice si aggira attorno ai 70-80 euro al kg.

Per concludere, ecco la mini guida definitiva per riconoscere l’aragosta e non farsi fregare al ristorante:

  • L’aragosta non ha le chele, e può essere confusa (per i più inesperti) con i gamberi o le mazzancolle;
  • L’aragosta costa di più: oltre ad essere meno reperibile, essa preserva le sue proprietà organolettiche solo se viene tenuta viva dal momento della pesca fino alla cottura;
  • L’astice non è il maschio dell’aragosta: si tratta di una leggenda metropolitana.

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