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Tipi di mascherine: caratteristiche e differenze

Sono tante le mascherine sanitarie in commercio: scopri in questo articolo le caratteristiche di quelle FFP1, FFP2, FFP3

In farmacia

Le mascherine facciali sono degli strumenti di importanza fondamentale, che si rivelano alleati imprescindibili in situazioni lavorative ed ambientali particolarmente difficili. Che ci si trovi in contesti di lavoro con la presenza di polveri pericolose e fumi potenzialmente dannosi per l’organismo, oppure all’opera in ambienti sanitari a rischio, le mascherine risultano un dispositivo assolutamente indispensabile per preservare la propria salute.

Ne esistono di diverse tipologie, ognuna studiata appositamente per essere utilizzata in determinate circostanze ed atta a garantire un livello di protezione adeguato per lo scopo per cui è nata. Imparare a distinguerle è importante per effettuare una scelta consapevole: vediamo insieme i principali tipi di mascherine sanitarie in commercio.

Mascherine sanitarie FFP1, FFP2, FFP3: quali sono le differenze?

Sono diversi i fattori potenzialmente in grado di contaminare le vie respiratorie e la scelta del giusto dispositivo di protezione passa attraverso una corretta informazione sulle diverse categorie di mascherine disponibili sul mercato. A diverse potenze filtranti delle mascherine facciali corrisponde un diverso grado di protezione delle vie aeree. Quando ci si trova a dover scegliere tra i diversi DPI, o dispositivi di protezione Individuale, il primo elemento da controllare per accertarsi che siano validi, è verificare che essi presentino regolare marcatura CE.

È la normativa europea UNI EN 149 a regolamentare il settore della protezione delle vie respiratorie da rischio biologico: essa classifica i dispositivi in FFP1, FFP2 ed FFP3. La sigla FF sta per Semimaschera Filtrante ed il resto della denominazione sta ad indicare il diverso grado di filtraggio di cui le mascherine sono capaci, in relazione alla dimensione delle particelle e delle sostanze nocive che la loro struttura riesce a schermare.

In generale, salvo precise disposizioni da parte del produttore, tutte le mascherine sanitarie sono monouso, ossia vanno indossate per un determinato periodo di ore ed una volta tolte vanno gettate, rispettando le regole di sicurezza per lo smaltimento di questi speciali tipi di rifiuti.

Mascherine sanitarie FFP1, filtri con un’efficienza bassa

Le mascherine FFP1 hanno una capacità filtrante del 78% e sono adatte al filtraggio di particelle fini e polveri di tipo non tossico, come ad esempio quelle di grafite, cemento, legno o silice. Date le loro peculiarità, sono insufficienti per proteggere da virus e sono prevalentemente usate nelle industrie tessili, nelle falegnamerie, nelle catene di produzione alimentare ed in simili ambienti lavorativi, per difendere le vie respiratorie da pericolose irritazioni.
Sono disponibili con o senza valvola e possono essere comparate alle cosiddette mascherine medicali o chirurgiche, in uso anche in ambito medico o ospedaliero: schermando il volto del portatore, evitano la diffusione massiva di materiale biologico come goccioline di saliva e assimilati ma, pur offrendo un utile barriera in più a chi le indossa, non sono in grado di promettere un’efficace protezione da un eventuale contagio virale, anche a causa della loro scarsa aderenza al volto.

Le mascherine fai-da-te di cui si sente spesso parlare, ricavate con materiali di recupero e realizzate artigianalmente seguono lo stesso principio. Pur non essendo ovviamente certificate, né avendo un’efficacia garantita, assolvono la funzione di blando filtro in grado comunque di evitare il rilascio nell’aria di particelle derivate da colpi di tosse e starnuti, goccioline di saliva e secrezioni che potrebbero potenzialmente raggiungere le mucose altrui ed innescare un processo infettante.

Mascherine FFP2: efficacia maggiore

I modelli di mascherine sanitarie FFP2 hanno una più elevata efficienza di filtraggio, che si attesta attorno al 92%. Sono progettate per filtrare un numero maggiore di elementi ed anche particelle fini e tossiche, tra i quali risultati di levigature metalliche, resine, polveri sottili come quelle derivanti dal taglio del marmo, fumi ed aerosol, muffe, funghi e virus.
Anche questo tipo di mascherine è disponibile con o senza valvola e difende dalle particelle cosiddette fibrogeniche, ossia potenzialmente in grado di provocare irritazioni del sistema respiratorio. Sono adatte per la protezione da virus influenzali ed altre tipologie di patogeni come i coronavirus: in uso infatti anche in ambito sanitario, sono efficaci però solo se indossate con precise procedure, se utilizzate nella maniera più corretta e portate per il periodo di tempo consentito, dopodichè sostituite.

Mascherine facciali FFP3: quale livello di protezione offrono?

Le mascherine sanitarie FFP3 offrono un’efficacia filtrante del 98%, e costituiscono la classe più alta di protezione delle vie respiratorie da rischi per la salute. Difendono da particelle molto sottili e pericolose come quelle derivate da piombo e amianto, così come da sostanze liquide e solide cancerogene, radioattive o che costituiscono un rischio biologico, come batteri e virus. Sono quindi quelle con il più alto grado di efficienza a livello di schermatura da agenti virali a trasmissione respiratoria, come il coronavirus.
Anche la loro efficacia è subordinata al corretto modo di indossarle e portarle, ed al rispetto del tempo massimo di utilizzo. Inoltre, a differenza dei precedenti modelli, le masche FFP3 devono obbligatoriamente essere dotate di una valvola, che serve a offrire un maggiore comfort, ad evitare la formazione di condensa all’interno del dispositivo e a facilitare la respirazione sia in fase inspiratoria che espiratoria. La presenza di valvola è però sconsigliata se ad indossare la maschera sono pazienti malati o potenzialmente malati, una misura ulteriore atta ad evitare la diffusione di emissioni respiratorie e conseguenti eventuali contagi.

Grazie al loro design ed alle caratteristiche costruttive, le mascherine sanitarie sono quindi un necessario supporto in svariati contesti lavorativi, e sapere come distinguere quelle adatte alla propria categoria professionale e come usarle nella maniera più corretta è un aspetto fondamentale per tutelare la salute di ogni individuo.

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