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Che proprietà ha la rana pescatrice? Come si cucina?

La rana pescatrice è un pesce pregiato per la magrezza delle sue carni e per le sue proprietà. Ecco come si cucina e quanto costa

Mangiare bene

Di certo ne hai già sentito parlare, ma forse non sai esattamente che pesce è la rana pescatrice. La rana pescatrice, detta anche coda di rospo, è un pesce marino che poco ha a che vedere con la rana, da cui prende il nome più che altro per lo sgradevole aspetto fisico.

Si tratta di un pesce della famiglia delle Lophiidae ed è presente soprattutto nel Mediterraneo, nell’Atlantico Orientale e nel mar Nero. È un pesce per lo più solitario che ama rimanere nascosto sotto la sabbia, soprattutto nei fondali bassi e sabbiosi, in attesa di prede. Sul dorso ha una appendice che usa a mo’ di canna da pesca per catturare i pesci e divorarli ingoiandoli nelle grandi fauci.

Nonostante abbia dimensioni ragguardevoli – può raggiungere i 2 metri di lunghezza e oltre 50 kg di peso –, è un pesce molto veloce e vorace.
Vediamo allora quali sono le proprietà di questo pesce e come cucinarlo.

Le proprietà della rana pescatrice

A dispetto del suo aspetto fisico, la rana pescatrice può vantare proprietà che lo rendono un pesce adatto a qualsiasi regime alimentare. Si tratta infatti di un pesce piuttosto pregiato per la magrezza delle carni e per il sapore delicato, oltre ad essere particolarmente digeribile.
È molto ricco di sali minerali quali potassio, fosforo, sodio e di vitamine. Inoltre, pare che possa contenere quantità estremamente ridotte di inquinanti come metilmercurio.

Proprio per tutte queste proprietà la rana pescatrice può essere consumata sia da persone anziane sia da bambini, oltre che da persone a dieta ipocalorica.
Inoltre, aspetto da non trascurare proprio se consumata da bambini o anziani, è molto facile da pulire perché non ha spine, eccetto la lisca dorsale.

Vediamo allora come cucinare la rana pescatrice.

Come cucinare la rana pescatrice

La rana pescatrice, grazie alla prelibatezza delle sue carni, si presta per parecchie ricette e preparazioni. Può avere un gusto leggermente diverso a seconda dell’area di provenienza: le rane pescatrici provenienti dal Mediterraneo generalmente hanno un gusto più deciso rispetto ai pesci provenienti dall’Adriatico.

Può essere utilizzata per sughi e secondi piatti e cucinata in parecchi modi diversi: dalla griglia alla cottura in umido, dal brodo di pesce alla cottura in forno, riscuote sempre successo tra i commensali per la morbidezza e leggerezza delle sue carni.

Uno dei piatti più prelibati preparati con la rana pescatrice è l’ankimo: si tratta di un piatto giapponese a base di fegato di rana pescatrice, infatti in giapponese pesce rana si dice anko. Per ottenere questo piatto bisogna strofinare il fegato della rana pescatrice con il sale, lasciarlo avvolto nella pellicola per circa un’ora, quindi risciacquarlo con il sake.
Una volta tolta tutta l’acqua e il sale, viene di nuovo avvolto nella carta di bambù e nella carta d’alluminio facendogli assumere una forma simile a quella di un salame, quindi viene cucinato al forno.

Quanto costa la rana pescatrice?

Nonostante le carni della rana pescatrice siano piuttosto pregiate, il costo non è proibitivo, anche se sul mercato del pesce i prezzi sono molto altalenanti.
Nei periodi in cui vi è molta offerta i prezzi possono scendere attorno ai 10-15 euro al kg, mentre non è raro che in periodi di grande domanda, come durante le feste natalizie, i prezzi salgano ben oltre i 30 euro, soprattutto nei grandi centri del Nord Italia.

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