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Cos'è il Forest Bathing e dove farlo in Italia

Il Forest Bathing è nato in Giappone e si sta man mano diffondendo anche in Occidente. Scopri i benefici di questa attività a contatto con la natura

21-10-2021

Centri benessere

Il forest bathing, o più semplicemente bagno nella foresta sta iniziando a conquistare molte persone anche in Italia. Tuttavia, a differenza di quello che si potrebbe pensare, non si tratta di una moda, ma di un vero e proprio programma a contatto con la natura che regala una serie di benefici fisici e psicologici.

Proprio i suoi effetti positivi sono alla base del successo che sta iniziando a riscuotere anche nel nostro paese.

Forest bathing: cos’è il bagno nella foresta

Il forest bathing è un programma di salute orientale che sta ottenendo grande apprezzamento anche in Occidente. Oggi che la gran parte delle persone vive in un contesto totalmente urbanizzato, l’immersione nella natura rappresenta un ottimo sistema per rigenerare l’organismo e aumentare le difese immunitarie.

Non si tratta solo di un effetto placebo legato alla bellezza del paesaggio o al silenzio: sono numerosi gli studi scientifici che dimostrano un reale miglioramento delle condizioni di salute.

Forest bathing: storia di una pratica orientale

In Oriente, e più precisamente in Giappone, il forest bathing non è una novità, bensì una pratica benefica conosciuta già a partire dagli anni ’80. Inizialmente, si è diffusa in territorio nipponico, con il nome di “Shinrin-yoku“, che significa “bagno-doccia di foresta” e consiste in una pratica terapeutica nella natura.

In gruppo o singolarmente, ci si reca nella foresta o nei boschi, ottenendo benefici per la salute e per la mente. In seguito questa tradizione giapponese è passata in Corea, dove è stata ufficializzata. Da lì, si è diffusa anche in Thailandia e nel resto del mondo.

Mentre nei paesi orientali, dove già la meditazione e la vita nella natura sono considerati benefici da sempre, questa pratica non ha avuto bisogno di dimostrazione scientifiche, in Occidente sono state poste delle domande che hanno richiesto studi sull’aspetto biochimico.

In realtà, si è rilevato che i monoterpeni, che sono delle sostanze emesse dagli alberi, sono in grado di agire sul sistema immunitario in modo positivo.

Forest bathing: come funziona

Nell’immaginario collettivo, il bagno nella foresta consiste nell’abbracciare gli alberi e spesso questa immagine è stata ripresa in modo ironico per ridicolizzare chi pratica questa attività. Tuttavia, il forest bathing è qualcosa di più di quello che si pensa comunemente.

Non basta avvinghiarsi a un albero o fare delle passeggiate nella natura, attività pur sempre salutari ma diverse dal bagno nella foresta. Si tratta, semmai, di una pratica che promuove la connessione con la natura e le relazioni sociali anche attraverso l’ascolto di sé e la meditazione.

Per questo è consigliabile avvicinarsi a questa disciplina guidati da esperti, che seguono modelli sviluppati e testati per offrire benefici reali.

Perché il forest bathing fa bene

Come già accennato, non si tratta semplicemente di una moda o di credenze, i benefici del forest bathing sono reali e misurabili, anche attraverso studi e progetti che hanno l’obiettivo di sviluppare e perfezionare queste tecniche.

Secondo gli studi, il bagno nella natura permette di migliorare il sistema immunitario grazie alle emissioni benefiche delle piante. Ma c’è di più: i parametri vitali dell’essere umano subirebbero un importante miglioramento, che comprende:

  • la regolazione della pressione sanguigna e, in particolare, la riduzione dell’ipertensione;
  • la riduzione dei livelli di cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”;
  • l’aumento dei livelli di serotonina, una sostanza benefica per il benessere generale tanto da essere chiamata “del buonumore”;
  • riduzione degli effetti negativi dello stress.

Forest bathing: dove si può fare in Italia

Molte persone interessate a questa attività si chiedono dove si può fare forest bathing in Italia. Nel nostro paese, nel quale non mancano certo i boschi e le foreste, stanno nascendo sempre più iniziative volte a favorire lo sviluppo di questa pratica.

In Piemonte, il parco dell’Oasi Zegna, in provincia di Biella, ospita percorsi appositi, così come il parco FAI della Paganella in Trentino Alto Adige.

Nel Parco Nazionale Foreste Casentinesi, situato tra Romagna e Toscana, a questo proposito sono in atto delle collaborazioni con l’Associazione La Grande Via di Franco Berrino, noto epidemiologo già direttore del dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano.

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