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#iorestoacasa e imparo a fare la cerimonia del tè

Voglia di sfruttare questo momento in cui bisogna stare a casa per imparare qualcosa di utile? Provate con la cerimonia del tè! Tutti i dettagli di seguito

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Occupare il tempo a casa in maniera costruttiva e intelligente si può. Noi, oggi, abbiamo deciso di immergerci in tutte le tradizioni per eseguire al meglio una cerimonia del tè, rito di benessere quotidiano che ci aiuta a decomprimere dallo stress e ci fa immergere in culture lontane che, da sempre, esercitano il loro fascino su di noi.

Con cerimonia del tè, o rito del tè, si intende quel metodo ritualizzato secondo cui si serve il tè in Oriente, e che varia di Paese in Paese. Dai riti più semplici ai più elaborati, c’è solo l’imbarazzo della scelta. L’unica cosa che non va sottovalutata è l’assunzione del tè: un momento di rispetto, di pace, di tranquillità e di comunione con il proprio io interiore, gratificato anche dall’estetica gradevole dell’intera procedura e che non richiede di doversi recare in una sala da tè, anzi.

La prima cerimonia del tè nasce nei monasteri buddisti, tra il 1141 e il 1215, dove il consumo della bevanda ha un duplice scopo: aiutare i monaci durante le lunghe ore di preghiera, tenendoli svegli, e creare un gesto abitudinario da eseguire tutti i giorni, che induca all’auto-ipnosi e infine a una più profonda conoscenza di sé.

Come si svolge la cerimonia del tè giapponese?

Partiamo dalla preparazione. Si comincia qualche giorno prima della vera e propria cerimonia, iniziando dagli inviti. Gli invitati, che possono essere anche gli stessi abitanti della casa, vengono accolti e devono lavarsi le mani. A ognuno viene assegnato un posto, e al più anziano quello d’onore, dunque è un’attività che si può fare anche durante le pause dallo smart working.

La cerimonia è articolata in tre momenti diversi:

  • Kaiseki (il pasto leggero).
  • Koicha (tè denso).
  • Ursucha (tè leggero).

Di regola, il tè utilizzato per la cerimonia è il prezioso matcha, caratterizzato da un profumo erboso e da una intensa colorazione verde giada, da preparare rigorosamente per sospensione e non per infusione, il che garantisce anche una corretta digestione. Spesso, per accelerare la procedura, la parte del koicha (la più lunga e laboriosa) viene saltata per lasciare ampio spazio alle altre due.

I partecipanti si inginocchiano sul tatami, mentre il maestro del tè – in questo caso, tu! – offre un pasto leggero, di solito a base di dolcetti per contrastare il sapore amaro della bevanda. A questo punto viene offerta una tazza, la stessa per tutti gli ospiti, facendola prima ruotare tre volte nel palmo della mano così da avere di fronte la decorazione interna della tazza.

Chi viene servito la fa ruotare in modo da non bere proprio nello stesso punto, ed è tenuto a pulire la tazza prima di passarla. Durante la cerimonia si parla solo rispettando un frasario ben preciso e molto basico fatto di “Grazie” e “Prendo parte alla cerimonia”. Si rispettano inoltre le quattro regole cardine stabilite dai grandi maestri della Cerimonia: armonia, rispetto, purezza, tranquillità.

Che strumenti servono per la cerimonia del tè?

Se non hai un tatami, non fa niente. Andrà benissimo anche il soffice tappeto di casa. Per preparare il tè, però, dovrai munirti di una teiera giapponese, della tazza (chawan) e degli altri utensili, come ad esempio il chasen, ovvero il frullino di bambù che viene utilizzato per evitare che si formino grumi nel tè denso.

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