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Tutto quello che c'è da sapere sul vaccino per l'allergia

Chi soffre di allergie stagionali può prendere in considerazione l'idea del vaccino contro il polline: ecco i benefici e le possibili controindicazioni

Dove mi curo

Sempre più individui, con l’arrivo della primavera e dell’autunno, soffrono di allergie legate al polline, ma non son gli unici casi in cui l’antistaminico può rivelarsi un ottimo alleato. Infatti, mentre nel caso appena elencato, si tratta di una patologia che si acutizza durante i periodi specifici, esistono diverse allergie da cui molti individui non trovano scampo tutto l’anno e provano a risolvere ricorrendo a rimedi erboristici poco efficaci.

Stiamo parlando dell’allergia alle graminacee, alla muffa, alle polveri sottili, al veleno di api vespe, al pelo di gatti cani, etc. Ma come bisogna comportarsi nel moneto in cui gli antistaminici non forniscono l’effetto desiderato?

Vaccino allergia e antistaminico

Nel caso in cui le opzioni farmacologiche più classiche, come appunto l’antistaminico, non sorbiscono il loro effetto per determinate allergie, ci viene in soccorso quello che comunemente viene chiamato vaccino. In realtà sarebbe più corretto parlare di immunoterapia o terapia di desensibilizzazione, ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Per prima cosa bisogna puntualizzare che non tutti devono ricorrere a questa cura, ma solo coloro a cui viene prescritta da uno specialista, che può essere un allergologo, pneumologo o immunologo. Infatti, è altamente sconsigliata come terapia per bambini al di sotto dei 5 anni, donne durante il periodo della gravidanza, individui che presentano scompensi cardiaci, persone che soffrono di asma con tosse e chi ha la pressione alta o presenta malattie autoimmuni.

A differenza degli antistaminici, l’immunoterapia agisce direttamente sul sistema immunitario, ovvero tramite la somministrazione di un “vaccino”, si spegne progressivamente la reazione anomala alla base dei fastidiosi sintomi allergici, inducendo ad una progressiva tolleranza verso gli stessi. Per questo la terapia può durare dai 3 ai 5 anni.

La somministrazione di questi estratti di allergeni purificanti può avvenire per via sottocutanea o sublinguale, in dosi minime e crescenti.

Somministrazione per iniezione

È stata la prima terapia per l’immunoterapia, ad essere stata messa in atto e prevede due tipi di trattamento:

  • a breve termine, o anche “trattamento pre-stagionale“, che consiste in 12-14 iniezioni sottocutanee che devono essere ripetute ogni anno per circa 3-5 anni, a intervalli regolari, qualche mese prima della stagione critica;
  • a lungo termine, o anche “continuo“, che prevede la somministrazione iniziale di un estratto di allergene in dosi minime, proseguendo poi, iniettandone, sempre sotto la cute, dosi crescenti una volta al mese per alcuni anni, fino a quando non si verificherà un decisivo miglioramento.

Somministrazione sublinguale

Si parla di somministrazione sublinguale, quando la terapia viene effettuata attraverso l’assunzione per via orale, di gocce, flaconcini monodose o compresse. Possono essere quindi sia ingeriti che assorbiti dalla mucosa della bocca.

Le fasi che scandiscono la cura, sono le seguenti:

  • Si comincia con una fase che può durare da pochi giorni a un mese a seconda del tipo farmaco;
  • Si prosegue con il progressivo aumento della quantità di allergene ingerito, fino a raggiungere un dosaggio massimo, che corrisponde a quello di mantenimento.

Per quanto riguarda l’allergia al polline stagionale, di solito si effettua una somministrazione pre-stagionale: la cura viene iniziata uno o due mesi prima dall’inizio della stagione in cui il soggetto manifesta i sintomi più acuti e viene portata avanti durante tutto il periodo di pollinazione.

Affinché si ottengano i risultati sperati, è necessario seguire perfettamente la terapia, senza saltare mai alcuna somministrazione prestabilita e senza ricorrere a metodi alternativi come quelli naturali (tipo la Pilosella).

Vaccino allergia costo

Per quanto concerne i costi, ogni regione italiana ha prestabilito arbitrariamente quali sono le immunoterapie che vengono coperte interamente dal Sistema Sanitario Nazionale. A seconda del tipo di vaccino, nel caso in cui il tipo di terapia non dovesse risultare convenzionata, il costo si aggira tra i 250,00 € e i 600,00 € l’anno.

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