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Tutto ciò che c’è da sapere sulla tallonite

Spesso, può bastare un periodo di riposo, ma se il dolore non passa è necessario ricorrere a uno specialista per curare la tallonite o talalgia plantare

Dove mi curo

Di tallonite non soffrono solo gli sportivi, ma si tratta di una problematica comune che è bene conoscere in maniera più approfondita. Vediamo come si può riconoscere, come si può curare e in che modo è possibile prevenirla o evitare di peggiorare la situazione.

Dunque ecco quali sono le cause scatenanti e i sintomi, i primi segnali di allarme prima ancora di curare la tallonite.

Sintomi e cause della tatalgia plantare

Quella che in gergo scientifico viene chiamata tatalgia plantare è comunemente identificata come tallonite, ovvero, una patologia del retropiede.

Le origini di questa patologia possono essere di tipo neurologiche, metaboliche o congenite. Vediamo dunque da cosa può scaturire la tallonite. Comunemente una postura scorretta, il frequente utilizzo di tacchi alti o troppo bassi, sono da annoverarsi tra le prime cause di dolori e infiammazioni.

Esistono vari tipi di tallonite, vediamo alcuni esempi:

  • la borsite, è un’infiammazione delle borse sierose retro-calcaneari, che sono responsabili del buon funzionamento dello scorrimento delle strutture periferiche del tendine;
  • la tendinopatia inserzionale, è un’infiammazione che è causata dalla pratica di alcune attività sportive, quali la corsa e il calcio, durante queste attività viene continuamente sollecitata la zona calcaneare;
  • la fascite plantare, è un’infiammazione dei muscoli della pianta del piede, che sono fortemente sollecitati;
  • la frattura da stress è un trauma o microtrauma osseo, che si ripete durante un lungo periodo di tempo.

Altre situazioni che possono comportare una tallonite, quali:

  • le malattie dismetaboliche: ad esempio la gotta, che è una patologia che prevede l’incremento della produzione di acido urico, che accumulandosi genera cristalli responsabili di dolorose infiammazioni articolari;
  • lo sperone calcaneare: è una crescita non normale delle ossa del calcagno.

Questa infiammazione del tallone provoca dolori nella parte posteriore del piede, inferiore al calcagno ed è conosciuta nel settore medico anche come tallodinia, oltre che come talalgia plantare.

L’utilizzo di solette speciali può essere fondamentale per prevenire o curare alcuni tipi di infiammazioni del tallone ed è consigliabile l’utilizzo in caso di attività sportive.

Tra le soluzioni adottate per curare la tallonite ci sono:

  • Chirurgia,
  • Agopuntura,
  • Mesoterapia,
  • Neuralterapia,
  • Omotossicologia,
  • Fitoterapia.

Le persone che hanno un’età superiore ai 40 anni e che sono in sovrappeso, sono quelle che per prime possono soffrire di questa patologia. Oppure, come già detto prima, una sollecitazione eccessiva del calcagno, dovuta allo sport o al lavoro, può essere causa di dolori e infiammazioni.

Come curare la tallonite?

Risolvere il problema che è all’origine dell’infiammazione permette che non si verifichino più situazioni dolorose, talvolta quindi, non basta solo assumere farmaci antidolorifici, ma analizzare meglio le consuetudini.

È consigliabile portare avanti terapie adeguate alla soluzione delle cause scatenanti, che possono rivelarsi mediante specifici esami radiografici, mediante l’ecografia, la risonanza magnetica nucleare, che sono controlli che identificano con esattezza l’origine dell’infiammazione.

Spesso, può bastare un periodo di riposo di circa due settimane, con l’utilizzo di talloniera, e l’infiammazione guarisce spontaneamente. Nel caso in cui questo lasso di tempo dovesse prolungarsi è necessario consultare uno specialista ortopedico.

Anche lo stretching può favorire la guarigione della tallonite, migliorando la flessibilità dei tessuti. Tra gli altri metodi si trovano: mesoterapia, infiltrazioni e fisioterapia. In casi più rari si procede con la chirurgia per risolvere la fascite plantare o la borsite seria.

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