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Sindrome di Calimero: cos'è e come riconoscerla

La Sindrome di Calimero può colpire chiunque facendolo rinchiudere dietro un atteggiamento di chiusura e vittimismo: ecco come uscirne con l'aiuto di uno psicologo

Mente e psicologia

La vita a volte ci riserva sorprese difficili da digerire, saper reagire in modo corretto alle avversità, senza cedere allo sconforto e alla depressione, ci pone in una posizione di vantaggio perché ci da una maniera più rapida e meno faticosa di affrontarla. Molti di noi quando capita qualcosa di spiacevole si sentono però sminuiti e bistrattati, è un atteggiamento comune. Può però diventare un problema nel caso in cui vengano messi in atto dei comportamenti ripetitivi.

Le frasi più comuni che una persona che si sente vittima può pensare sono

  • Capitano tutte a me!
  • Ecco, per l’ennesima volta sono io che pago per tutti!
  • Per quanto m’impegni non cambia mai nulla!

Se vi riconoscete nelle frasi sopra citate potreste essere affetti dalla sindrome di Calimero. Sì, la sindrome che vi stiamo per raccontare porta il nome del famoso pulcino del cartone degli anni ‘60. Alla fine di ogni puntata il nostro pulcino piccolo e nero si ritrovava solo e sconsolato a piangersi addosso per ciò che gli era accaduto. Incominciate a capire il perché l’uso di questo nome?

I Calimero della vita comune, sono quelli che reagiscono con vittimismo non solo davanti a un problema ma anche in risposta a un litigio o a una critica. La loro tendenza è quella di farsi scudo mettendosi in una condizione di apparente vulnerabilità, così che la persona con la quale interagiscono, si senta in colpa a metterli davanti a una determinato comportamento negativo. Si innesca in questa maniera un meccanismo simile a quello che si crea con una persona narcisista. Entrambi utilizzano il senso di colpa per tenere legate a se le persone. I rapporti che vengono instaurati però diventano insani e rendono infelici entrambi i partecipanti.

Ma cosa fare se ci riconosce nella descrizione della persona affetta da sindrome di Calimero? Se avete deciso di spezzare questa catena e volete vivere rapporti basati sulla parità, sentendovi liberi da sentimenti poco piacevoli come il senso d’inadeguatezza, siete già sulla strada giusta. Come abbiamo sempre raccomandato in tutti i nostri articoli è molto importante, quando si prende coscienza di non stare bene, rivolgersi a un medico competente, in questo caso uno psicologo, diverso dallo psichiatra, che possa indirizzarvi verso la terapia giusta.

Se questa tendenza si è sviluppata dopo un evento traumatico, si può pensare di far ricorso alla terapia EMDR, ma ci sono comunque dei piccoli esercizi che potete iniziare a fare anche in autonomia.

Spostare il punto di vista

Chi ha un punto di vista vittimistico tende ad allargare il senso di sfortuna o di inadeguatezza che un evento spiacevole può causare, a tutta la sua vita e a tutte le relazioni che ne fanno parte. La prima cosa che dovete provare a fare, è focalizzare l’attenzione sul singolo evento, ponendovi domande sui motivi per cui è successo e in quale istante avete iniziato a sentirvi aggrediti o messi all’angolo. A volte può essere utile anche far ricorso a qualche seduta di psicoterapia cognitivo-comportamentale. Tenete presente che ciò che è successo ieri, non deve per forza succedere domani, siete voi ad avere il controllo delle vostre azioni.

Da bambino ad adulto

La predisposizione ad assumere un atteggiamento difensivo è una pratica spesso utilizzata dai bambini. Provate a fermarvi un momento davanti a un problema e a pensare a come reagirebbe una persona adulta e cercate di mettere in atto il comportamento come se stesse recitando, così sarà più facile prendere le distanze dal solito modus operandi.

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