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Riabilitazione post ictus: quali trattamenti seguire?

Chi ha sofferto di ictus sa quanto sia importante seguire un trattamento mirato per recuperare le proprie potenzialità. Ecco alcuni consigli per scegliere il trattamento più idoneo

Fisioterapia

Non c’è modo di approcciare l’argomento in modo delicato: l’ictus è uno dei problemi medici più temuti in assoluto da chiunque, tanto per la sua letalità quanto per i danni che causa al suo passaggio anche in coloro che vi sopravvivono. Questo dettaglio non dovrebbe stupire, essendo l’ictus un’interruzione del regolare flusso di sangue al cervello causata generalmente da un’emorragia o un trombo; ogni momento passato dalle cellule cerebrali senza ossigeno è un momento di troppo, in cui la loro vitalità e funzionalità si sfibra e appassisce fino a subire danni permanenti, se non morire del tutto.

Vi sono varie tipologie di ictus con altrettanti segni tipici, distinte in base alla causa e al luogo dove si verifica il danno, ma la sintomatologia è identica:

  • Debolezza, insensibilità o addirittura paralisi di un lato del corpo;
  • Difficoltà nel parlato, nella lettura e scrittura o nella comprensione;
  • Difficoltà nel deglutire;
  • Disturbi alla vista;

I danni che causano tendono a differire, invece, in base a fattori differenti:

  • Zona cerebrale affetta;
  • Gravità del danno;
  • Età e stato di salute del paziente.

I modi per prevenire il suo insorgere esistono, sebbene sia impossibile eliminare del tutto il rischio nonostante gli interventi preventivi che operano principalmente sulla circolazione sanguigna e sui livelli di cortisolo.

Ictus: il percorso di riabilitazione

Il percorso di riabilitazione previsto per gli ictus è piuttosto differente da quello inteso per altri generi di problematiche mediche, come ad esempio un intervento operatorio; il cervello umano è una macchina incredibilmente complessa e fragile, e riparare i danni che subisce è molto più arduo che aggiustare un’arto rotto o curare un organo lesionato. Nemmeno a dirlo, l’intervento di un esperto è fondamentale. Se c’è una formula pressapoco precisa da seguire per la fisioterapia, così non è per la riabilitazione post-ictus.

Il percorso di riabilitazione tende a variare in base al paziente, in quanto i danni causati dall’ictus tendono a variare di caso in caso – quel che rimane costante nei vari approcci è l’intento, ossia insegnare ai sopravvissuti modi di convivere coi danni causati e mitigarli quanto più possibile, ad esempio apprendendo a lavorare con una mano sola in caso di paralisi oppure esprimersi col linguaggio dei segni se la capacità di parola ha finito per essere danneggiata. Un altro elemento costante in questi processi personalizzati è l’importanza della cosiddetta pratica ripetuta, mirata, focalizzata e ripetitiva– ossia il concentrarsi sull’esecuzione di uno o più gesti specifici nel corso del tempo.

Le cellule danneggiate possono recuperare?

Per quanto le cellule cerebrali morte nell’ictus siano impossibili da recuperare, quelle danneggiate possono ripristinare lentamente la propria funzionalità se il paziente è seguito attentamente, accudito amorevolmente e se incoraggiato lungo questo cammino di riabilitazione post-ictus.

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