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Quali sono i sintomi dell'anedonia?

L'anedonia è un disturbo che influisce ampiamente sul carattere della persona che ne soffre. Ma che cos'è di preciso e come si cura? Ecco un approfondimento

Mente e psicologia

Mangiare, bere, dormire, passare del tempo con gli amici o con la persona che ami. Se tutte queste situazioni non ti trasmettono più nessuna emozione, potrebbe essere un sintomo dell’anedonia.

Anedonia: definizione

Il termine anedonia è stato coniato sul finire dell’800, per indicare l’incapacità di considerare piacevoli contesti e attività che, al contrario, dovrebbero esserlo. La parola deriva dal greco, dove ‘an‘ sta per assenza ed ‘hēdonē‘ sta per piacere. Chi ne soffre, dunque, non riesce a provare piacere per nessuna attività generalmente considerata piacevole. È possibile distinguere principalmente tra due tipologie:

  • Anedonia fisica: ossia l’incapacità di provare piacere attraverso la soddisfazione di bisogni concreti come il mangiare, il bere, il dormire o l’avere rapporti sessuali.
  • Anedonia sociale: ossia il totale disinteresse verso l’interazione con amici, famigliari o con il proprio partner.
    Il termine viene esteso a contesti in cui il senso di gratificazione coinvolge ricompense di tipo psicologico, come ad esempio la soddisfazione per una promozione sul lavoro o il senso di affetto derivante da una relazione sentimentale. In maniera più ampia, possiamo quindi dire che l’anedonia consiste nell’incapacità di desiderare la gratificazione. Infatti, i pazienti anedonici sarebbero tutti accomunati da una modalità inadeguata di rapportarsi all’ambiente, che si manifesterebbe anche con la tendenza all’isolamento.

Anedonia: i sintomi

L’anedonia non si manifesta unicamente come l’incapacità a livello emotivo e psicologico di provare piacere nei confronti di qualcosa, ma influisce anche sul carattere e la volontà della persona che ne soffre, limitandone le emozioni, l’energia e perfino le attività quotidiane.

Tra i sintomi associati all’anedonia, i più comuni sono:
• Perenne senso di malinconia
• Appiattimento emotivo
• Tendenza all’isolamento sociale
• Rabbia
• Sintomi ansiosi e/o depressivi

Anedonia: la cura

Prima di procedere a qualsiasi trattamento, è fondamentale determinare la patologia all’origine di questo sintomo, in modo da progettare una terapia mirata. Se la causa venisse rintracciata in un disturbo dell’umore, i trattamenti più indicati sono quelli che prevedono il ricorso ad una terapia psicologica. A volte, qualora fosse ritenuto opportuno, il medico specialista potrebbe anche associare un supporto di tipo farmacologico, a base di ansiolitici o farmaci antidepressivi.

Anedonia: come uscirne

La prima forma di prevenzione contro l’anedonia è il prendersi cura di sé stessi, cercando di trovare dei modi per sfogare il nervosismo e calmare l’ansia: parlare con un amico, praticare uno sport, concentrarsi su un hobby, staccare per un po’ il cervello mentre si fa una passeggiata. Qualora, però, non si trattasse di una condizione passeggera, è preferibile parlarne con uno specialista.

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