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Prove allergiche: quali sono e come vengono effettuate

Per scoprire l’origine di un’allergia esistono diversi tipi di test appositi: ecco quali sono quelli più comuni e come si svolgono

Dove mi curo

Rash cutanei, dermatiti e bollicine: sono solo alcuni dei sintomi associati ad allergie e intolleranze sia alimentari che allergie primaverili. Scoprire l’origine dei nostri disturbi, ad ogni modo, è molto più semplice di quel che si possa immaginare: basta infatti affidarsi alle prove allergiche, esami semplici e veloci in grado di fornire una diagnosi abbastanza precisa in tempi molto rapidi. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

I tipi di prove allergiche

Al giorno d’oggi aumentano i casi di allergie provocate da tatuaggi o infezioni causate da piercing non realizzati con materiali anallergici ma molti trascurano gli effetti di tale fenomeno che, solitamente, riguarda anche la sfera alimentare. Per accertarsi della presenza di un’allergia esistono diversi tipi di esami: si può ricorrere a dei test cutanei oppure a delle analisi del sangue.

Tutti, sia bambini che adulti, possono sottoporsi alle prove allergiche: solitamente è l’allergologo a decidere quale sia il test più adeguato, in base all’allergia sospettata, all’età del paziente e alla sua storia clinica. E’ invece fondamentale, spiegano gli esperti, evitare dei test “fai da te” facilmente acquistabili anche online: per avere una diagnosi certa è infatti assolutamente necessario il consulto di un medico.

Le prove allergiche cutanee: prick e patch test

I test per le allergie di tipo cutaneo sono due: prick test e patch test. I prick test permettono di controllare allergie alimentari o a sostanze come veleno di insetti, lattice, polvere e acari e polline. Al paziente vengono applicate sull’avambraccio modeste quantità dell’allergene della sostanza sospettata di provocare una reazione: se dopo circa 20/30 minuti in corrispondenza di uno di essi si verifica un’eruzione cutanea, il paziente è molto probabilmente positivo a quell’allergene, e si può formulare una diagnosi.

I patch test permettono invece di scoprire le allergie a nichel, lattice, saponi o principi presenti in alcuni farmaci. Il loro funzionamento è simile a quello del prick test, ma gli allergeni sono applicati sul dorso invece che sull’avambraccio. Per i risultati, invece, e c’è bisogno di 48 ore.

I test cutanei vengono condotto in ambulatorio, e i costi di prick e patch test possono variare dai 30 ai 70 euro. Gli esiti di questi esami non sono però affidabili al 100%: sono infatti possibili dei falsi positivi, e in alcuni casi esiste una correlazione tra reazione allergica e altre patologie. In alcuni casi è quindi necessaria una visita allergologica per fugare ogni dubbio ed evitare di trascorrere intere giornate, soprattutto nella stagione primaverile, in preda a starnuti da rinite allergica, prurito e altri effetti legati alle allergie.

Esami del sangue per rilevare allergie

L’alternativa è il Rast test, che viene invece effettuato in presenza di disturbo cronici, che non si limitano a manifestazioni momentanee, o quando il test cutaneo è impraticabile. Si tratta di un prelievo di sangue che serve a misurare la presenza di IgE, ovvero delle immunoglobuline specifiche prodotte verso una particolare sostanza (allergene). Dopo aver effettuato un prelievo, il Rast permette una diagnosi in vitro sul campione di sangue prelevato tramite utilizzo di apparecchiatura specifica.

Anche questo esame viene svolto in ambulatorio, e per poterlo effettuare non è necessaria nessuna preparazione specifica né il digiuno. In merito alla diagnosi l’allergologo non si può basare unicamente sui risultati del Rast, ma deve interpretarli in base ai dati forniti dalla storia clinica del paziente (anamnesi) e alla luce di eventuali sintomi associati al consumo/contatto con l’allergene. Il costo si aggira intorno ai 60 euro.

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