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Prevenire un infarto: quali e quanti esami fare?

Prevenire l'infarto è possibile. Ecco alcuni suggerimenti da seguire per condurre una vita sana e fare una prevenzione corretta con tutti gli esami necessari

Dove mi curo

Quando parliamo di infarto è importante chiarire un concetto. Ci sono una serie di azioni che si posso compiere per limitarne la possibilità di comparsa come evitare il consumo di alcolici, il tabagismo, la vita sedentaria e propendere invece per un’alimentazione corretta che ci permetta di mangiare sano. Tuttavia, ci sono anche dei fattori genetici (storia familiare) che ci rendono dei soggetti predisposti e quindi non permettono di annullare il rischio al 100%.

Scopriamo in questa guida scientifica come prevenire un infarto.

Prevenire l’infarto: consigli utili

Ecco tutti i consigli utili su come è possibile prevenire l’infarto: dallo stile di vita alle visite ospedaliere.

Stile di vita: prevenzione primaria dell’infarto

Per prevenire l’infarto è, innanzitutto, importante condurre una vita sana.

  • Smettere di fumare: sembrerà una banalità ma il fumo danneggia il vostro cuore e anche i vostri polmoni, aumentando il rischio di occlusione cardiovascolare;
  • Limitare l’alcol: si dice che un bicchiere di buon vino rosso aiuti il cuore, ma dipende anche dalla frequenza con cui si beve;
  • Mangiare sano: ridurre i grassi tenendo d’occhio il colesterolo e la pressione e seguendo una dieta a base di frutta e verdura di stagione;
  • Fare attività fisica: non è richiesto un allenamento da atleta olimpico, ma semplicemente uno sport praticato un paio di volte a settimana. Potete anche dedicarvi a lunghe passeggiate all’aria aperta o dilettarvi con il tennis.

Controlli ed esami da fare per la prevenzione dell’infarto

  • Visita cardiologica: il medico vi spiegherà sintomi, rischi e vi farà delle domande sui casi di malattie in famiglia.
  • Esame delle urine
  • Esame del sangue per il cuore
  • Elettrocardiogramma

In caso i risultati degli esami sopra indicati dessero un esito preoccupante, si proseguirà con una serie di esami più specifici.

Gli esami cardiologici completi

  • Elettrocardiogramma ECG: registra l’attività prodotta dal cuore durante la contrazione e si utilizza in casi di aritmia e dolore toracico dalla provenienza sospetta per infarto miocardico e angina pectoris. Questo è l’unico degli esami sopra indicati che può essere eseguito da paramedici.
  • Elettrocardiogramma da sforzo o Test Ergometrico: è l’ECG, ma eseguito sotto sforzo fisico come su una cyclette o un tapis roulant. Durante lo sforzo possono essere evidenziate alterazioni non visibili nella modalità a riposo.
  • Elettrocardiogramma Dinamico di Holter: la registrazione dell’ECG avviene in un periodo di 24-48 ore. Viene annotata in un registratore che è posizionato all’altezza del fianco. In questo modo l’attività cardiaca verrà analizzata durante le normali attività giornaliere e il paziente dovrà annotare eventuali dolori su un diario.
  • Ecocardiogramma: sfrutta gli ultrasuoni per attraversare i tessuti molli (rifrazioni) e di ritorno verso la sorgente che li mette (riflessione). L’apparecchio emette un’immagine che permette di visualizzare il cuore in movimento. Inoltre per vedere il flusso sanguigno attraverso le valvole si usa “l’effetto doppler”.
  • Scintigrafia Miocardica: utilizza due sostanze radio-attive, chiamate radionuclidi (tallio e tecnezio). Nel caso di ischemia miocardica e d’infarto del miocardio le zona di passaggio delle sostanze non assorbono il composto e sono evidenziate con un colore diverso rispetto al resto.
  • Coronografia: viene utilizzato un liquido di contrasto per mettere in evidenza le arterie coronariche. Iniettando il liquido a livello dell’arteria femorale (inguine) e nell’arteria omerale (avambraccio) si visualizzano le cosiddette “placche” arteriosclerotiche che determinano ostruzioni.
  • Plac Test: esamina lo stato della placca arteriosa, la cui rottura è causa di infarto e ischemie cerebrali. Fornisce un parametro in più al medico oltre al test del colesterolo per individuare i pazienti a rischio cardiovascolare. Se i risultati del plac test sono elevati, è necessario un cambio dello stile di vita: seguire una dieta, smettere di fumare o intervenire con una terapia farmacologica mirata indicata dal medico. Il plac test è consigliato agli uomini sopra i 45 anni e alle donne sopra i 55.

Ora che vi abbiamo descritto i principali esami che vengono effettuati per individuare i problemi cardiaci vi consigliamo di chiedere delucidazioni al vostro medico. Affidatevi sempre a persone competenti che possano indirizzare al meglio le vostre scelte in fatto di salute.

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