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Osteopata e fisioterapista: differenze e complementarità

Quali sono le differenze fra osteopata e fisioterapista? Come agiscono e quale percorso formativo devono seguire per praticare la professione?

01-06-2018 (Ultimo aggiornamento 06-11-2018)

Fisioterapia

In cosa si differenzia la professione dell’osteopata da quella del fisioterapista? Quali sono le loro concezioni sulla cura del paziente? Chi pratica la massoterapia? Vediamo insieme in cosa consistono e qual è il percorso formativo previsto per ciascuna figura professionale.

Differenze tra osteopata e fisioterapista

Cosa fa l’osteopata?

L’osteopata non si sofferma solo sulla zona dolorante, ma cerca le cause che hanno generato il problema. Guarda al corpo nella sua globalità e valuta i sistemi che provocano dolore. Prima di intervenire con i trattamenti effettua una diagnosi iniziale. Attraverso la manipolazione osteopatica stimola e accelera i processi di autoguarigione e autoregolazione insiti nel corpo umano. In sintesi agisce sui sistemi nervosi e neurovegetativi per riportare il paziente a uno stato di salute.

Non agisce successivamente a traumi o incidenti, ma ha un importante ruolo preventivo. Quindi cosa cura l’osteopata? Principalmente problemi legati agli ambiti sportivo, muscolo scheletrico, posturale, pediatrico, odontoiatrico e, in alcuni casi, tratta la donna in gravidanza. Spesso collabora con medici specialisti e con fisioterapisti per gestire i percorsi di cura, ma anche con medici dello sport che effettuano la visita medico-sportiva e preparatori atletici per migliorare le performance sportive e ridurre il rischio di infortuni.

I 4 principi dell’osteopatia

  • il corpo è un’unità
  • il corpo ha l’innata capacità di autoregolarsi e di autoguarire
  • struttura e funzione sono correlate
  • l’individuo è visto nella sua globalità come un sistema che comprende ossa, muscoli, visceri, apparato circolatorio, nervoso, linfatico, oltre che a psiche e postura

L’osteopata utilizza macchinari?

L’osteopata non utilizza macchinari, ma si serve solamente delle mani per trattare il paziente. Durante la fase iniziale di anamnesi cerca l’origine del problema attraverso l’analisi posturale e la palpazione. In fase di cura attua manipolazioni osteopatiche sui sistemi strutturali, viscerali e cranio sacrali riducendo la spesa energetica dell’organismo col fine di accelerare l’auto guarigione e evitare le compensazioni automatiche del corpo per ridurre il dolore.

Il percorso formativo dell’osteopata

Per diventare osteopata è necessario conseguire il Diploma di Osteopatia (detto anche D.O.) o un titolo accademico professionalizzante. Dopo il diploma di scuola media superiore è possibile iscriversi al Corso di Osteopatia che dura 5 anni ed è full-time. Se si ha già una laurea sanitaria si può accedere al corso di 5 anni part-time. Chi ha una laurea in Farmacia, Scienze Motorie o Biologia può iscriversi al corso di 5 anni con esoneri. Al momento il Diploma di Osteopata è rilasciato da enti privati.

In Italia l’osteopatia è praticata e la professione è esercitabile, ma non ha una norma di riconoscimento vera e propria. Solo recentemente è passata una legge, la 3/2018. La professione è tutelata da due articoli della Costituzione: l’art. 35 (La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme) e l’art. 41 (L’iniziativa economica privata è libera).

Chi volesse conseguire la Laurea in Osteopatia, è obbligato a trasferirsi all’estero. In molti paesi questa professione è regolamentata da anni. Ecco alcuni paesi dove l’osteopatia è riconosciuta a tutti gli effetti: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Portogallo, Malta, Svizzera, Finlandia, Islanda, Australia, Nuova Zelanda.

Cosa fa il fisioterapista?

Il fisioterapista è il professionista sanitario che ha un approccio verso il paziente a 360°, in quanto adotta le migliori strategie per la prevenzione, la cura, la valutazione, l’abilitazione, la riabilitazione e la palliazione di disfunzioni dei sistemi neuromuscoloscheletrico, nervoso, cognitivo, cardiocircolatorio, respiratorio, digerente e genito-urinario.  Il fisioterapista opera a seguito di traumi e incidenti, problemi neurologici, ortopedici, reumatologici cronici e acuti. Interviene anche a seguito di problemi posturali e disfunzioni di varia natura. Utilizza terapie fisiche come esercizi terapeutici, terapie manuali, massoterapia, il massaggio olistico e mobilizzazioni per curare i sintomi.

È importante sottolineare che la professione del fisioterapista non si scontra con quella dell’osteopata. Possono essere complementari. Spesso il fisioterapista collabora con altri professionisti come fisiatri, ortopedici e osteopati per seguire il paziente con programmi di recupero mirati. Per quanto concerne l’ambito sportivo la collaborazione è volta a migliorare le prestazioni e ridurre gli infortuni.

Il fisioterapista utilizza macchinari?

Oltre a esercizi posturali e massaggi, il professionista utilizza macchinari come laser, tecar per la tecarterapia, ionoforesi e ultrasuoni. Può intervenire su situazioni post-traumatiche con tecniche come la magnetoterapia.

Il percorso formativo

A differenza dell’osteopatia dove non c’è una regolamentazione vera e propria, per praticare la professione del fisioterapista è necessario conseguire una laurea universitaria breve di 3 anni. La figura è riconosciuta in Italia.

Controindicazioni di fisioterapia e osteopatia

Le controindicazioni di osteopatia e fisioterapia sono pochissime grazie alla grande varietà di tecniche con cui è possibile trattare il paziente. Le uniche problematiche potrebbero insorgere in presenza di queste condizioni:

  • durante fasi di fratture non ancora consolidate;
  • in stato di gravidanza: i trattamenti possono avvenire solo tra il terzo e l’ottavo mese di gestazione. È necessaria la certificazione del ginecologo;
  • non è consigliabile fare una seduta durante uno stato influenzale;
  • in presenza di particolari patologie.

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