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Linfonodi ingrossati sul collo: le cause e come curarli

I linfonodi ingrossati sul collo non mai vanno sottovalutati: ecco quando è il caso di approfondire e rivolgersi al proprio medico di fiducia per avere una diagnosi più specifica

Medicina specialistica

Quando si parla di circolazione linfatica, pochi di noi saprebbero darne una definizione esaustiva e comprenderne a pieno l’importanza, eppure al pari della circolazione sanguigna, un sistema linfatico in salute, può apportare al nostro corpo numerosi benefici. Non è un raro infatti che il medico di base, specie in caso di sintomi influenzali stagionali quali raffreddore o ancora mal di gola, vada come prima cosa a toccare il collo del paziente. Questa azione che può sembrarci banale, ha in realtà una funzione importantissima vale a dire quello di verificare se si ha la presenza di linfonodi ingrossati sul collo.

Cosa sono i linfonodi ingrossati sul collo? quali sono le principali cause e, soprattutto, perché è importante fare una diagnosi tempestiva?

Scopriamolo insieme.

Cosa sono i linfonodi

Prima di spiegare nel dettaglio il perché i linfonodi ingrossati sul collo non devono essere sottovalutati, è importante spiegare cosa sono i linfonodi e perché sono importanti per la nostra salute. I linfonodi, detti volgarmente anche ghiandole, sono degli organi tipo ovoidale dislocati in tutto il corpo (circa 600 in totale) che raccolgono al loro interno la linfa, ossia una sostanza simile al plasma.

La funzione della linfa è fondamentale: filtra le sostanze nocive per il nostro organismo come, ad esempio, i batteri o ancora elementi estranei al nostro corpo che vengono poi contrastate dai linfociti. Questi ultimi sono nello specifico un tipo di globuli bianchi in grado di generare e modificare gli anticorpi. Proprio questa capacità di generare gli anticorpi rende i linfociti il nostro principale meccanismo di difesa immunitario che è fondamentale per il nostro benessere tanto che a volte, per rinforzarlo, si consiglia l’assunzione di specifici integratori.

Ecco dunque che non sarà difficile per noi capire l’importanza di diagnosticare la presenza o meno di linfonodi sul collo gonfi, ma soprattutto perché è fondamentale consultare quanto prima il nostro medico di base.

Linfonodi ingrossati sul collo: le cause e la diagnosi

Prima di tutto è importante precisare che non sempre la presenza di linfonodi ingrossati deve essere per noi causa di preoccupazione.

Spesso infatti i linfonodi si ingrossano anche in caso di banali sintomi influenzali come il raffreddore – curabile anche con semplici rimedi omeopatici – o ancora in caso di infiammazione gengivale.

Ciò nonostante, non dobbiamo nemmeno sottovalure la loro presenza. Se da un lato i linfonodi possono ingrossarsi anche con una semplice influenza, dall’altro lato, i linfonodi ingrossati sul collo possono essere sintomo di tumori come ad esempio il linfoma di Hodgkin o ancora malattie virali e infezioni virali tra cui ricordiamo la rosolia o ancora l’AIDS.

Per ciò che concerne la diagnosi dei linfonodi ingrossati, è sufficiente recarsi dal medico di base che grazie ad un semplice esame tattile, riuscirà a identificare la presenza della patologia e lo stato di avanzamento.

La diagnosi della patologia è influenzata in particolare da tre fattori:

  • Lo stato di avanzamento della patologia
  • Età clinica del paziente: se il paziente ha meno di 30 anni le possibilità di ingrossamento dei linfonodi sono superiori all’80% mentre scendono sensibilmente passati quella soglia.
  • Sintomatologia in atto: capire se sono in atto sintomi di tipo infettivo o virale ci può aiutare molto sulla presenza di linfonodi ingrossati più o meno benigni.

Oltre a ciò, una volta diagnosticata la presenza dei linfonodi ingrossati sul collo, il medico di base potrà dare indicazione di fare ulteriori esami quali, ad esempio, le analisi del sangue o ancora l’endoscopia o esami più specifici per la tiroide.

Linfonodi ingrossati sul collo: la terapia

Per ciò che riguarda la cura dei linfonodi ingrossati sul collo, bisogna tenere bene a mente che non c’è una terapia univoca. A seconda delle cause scatenanti, il medico andrà a prescrivere una terapia diversa.

In pratica questo significa che se i linfonodi sono causati da un’infezione batterica si procederà con un antibiotico, mentre se è una semplice influenza virale sarà sufficiente un analgesico o al bisogno la somministrazione di paracetamolo o ancora si potrà ricorrere a dei cicli di aerosol, apparecchio tra l’altro comodamente noleggiabile in farmacia.

Se i linfonodi ingrossati sono scatenati da fattori tumorali le cose cambiano. Ecco quindi che si procederà alla radioterapia o ancora alla chemioterapia, mentre per i casi più critici potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.

Prevenire è meglio che curare

Fare un check up periodico, è sicuramente il miglior sistema per mantenere il proprio stato di salute sotto controllo. Affidati dunque al tuo medico di fiducia per avere sempre una diagnosi accurata.

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