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Lavaggi nasali del neonato: come farli nel modo più corretto

I lavaggi nasali del neonato sono importanti per aiutarlo a respirare meglio: ecco come farli nella maniera più corretta ed efficace

In farmacia

Quando il neonato non è ancora in grado di soffiare fuori il muco in eccesso, i lavaggi nasali giocano un ruolo molto importante nella respirazione corretta di nostro figlio. Ecco una guida completa alla lavanda nasale, una pratica facile e sicura che tutte le mamme (e i papà!) possono svolgere autonomamente con i giusti prodotti per l’igiene del neonato.

Lavaggio nasale per neonati: come funziona?

I pediatri raccomandano almeno un lavaggio nasale al giorno per mantenere le vie nasali del nostro bambino pulite e sgombre da eventuali residui di muco.

Per una buona lavanda, occorrono i seguenti strumenti:

  • Soluzione fisiologica per lavaggio nasale: la soluzione salina aiuta a sciogliere il muco, rimuovendolo facilmente. Ottime anche le acque termali, l’acqua di Sirmione o l’acqua di mare sterilizzata. Bisognerebbe tenerla sempre con sé nel corredino del neonato, da tenere a portata di mano per ogni evenienza.
  • Una siringa (naturalmente senza ago!)

In alternativa, in farmacia vengono commercializzati gli spray nasali per neonati, più costosi ma molto efficaci.

La procedura del lavaggio nasale

Quando il neonato ha il naso chiuso, possiamo ricorrere alle lavande nasali.

Ecco come si fa: stendiamo il piccolo su un fianco, tenendo ferma la testa. Inseriamo la siringa piena di soluzione salina all’interno della narice superiore, in maniera che il liquido possa fuoriuscire da quella inferiore. In questa fase è importante mantenere salda la testa del piccolo, in maniera che le vie respiratorie si liberino in fretta ed efficacemente. Dopo questa prima spruzzata, possiamo ripetere l’operazione con l’altra narice. Per compiere con successo questa operazione, non bisogna esitare e bisogna procedere spruzzando circa 5 ml di soluzione a temperatura ambiente nelle narici del piccolo. L’operazione di lavaggio è fastidiosa e poco piacevole: questo significa che il bambino che riconosca la lavanda tenterà probabilmente di divincolarsi.

Il lavaggio nasale si può fare una o più volte al giorno in base alla necessità del piccolo e alla quantità di muco accumulata nelle narici. È possibile iniziare questa pratica già a partire dai primi giorni di vita. Un bambino con il naso libero mangia più volentieri, dorme meglio e, in generale, è più felice e predisposto a giocare con i suoi giochi: facciamo un lavaggio la mattina, prima del pasto o prima di andare a dormire, in base alle necessità specifiche del nostro piccolo.

Pompette per il lavaggio nasale

Nel caso in cui il naso del bambino sia ostinatamente chiuso, possiamo adoperare delle pompette specifiche per aiutarci nelle operazioni di rimozione del muco, da aggiungere senz’altro ai consueti prodotti per l’igiene del neonato.

Per usare un aspiratore a pompetta, è necessario spremere l’aria fuori dallo strumento, per poi inserire il beccuccio nella narice. A questo punto occorre rilasciare gradualmente la camera d’aria, in maniera che aspiri con decisione (ma senza traumi) il muco del piccolo. È necessario ripetere la procedura in entrambe le narici, ma non più di una volta al giorno. Quella con la pompetta, infatti, risulta essere una procedura abbastanza invasiva che, se usata troppo di frequente, potrebbe irritare il sistema respiratorio del nostro piccolo.

Per facilitare la respirazione del nostro bambino, è inoltre consigliato umidificare gli ambienti e invitarli a bere spesso. Via libera anche all’aerosol con soluzione salina per un apparato respiratorio più libero e dunque un bambino più sereno.

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