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La depressione negli anziani: come intervenire al meglio

Come ci si comporta davanti a un anziano affetto da depressione senile? In questo articolo ti forniamo alcuni consigli preziosi per affrontare la situazione

Case di riposo

Il viale del tramonto è un percorso irto di ostacoli, dove i nostri anziani (talvolta) poco assistiti tendono a smarrirsi. Con il termine depressione senile si fa riferimento a un’alterazione dell’umore della persona anziana, il quale può variare dalla malinconia alla tristezza e che può avere cause endogene o essere conseguenza di un evento traumatico e dunque essere di tipo reattivo.

Possono manifestarsi anche voglia di piangere, tendenza all’isolamento e perdita degli interessi che si coltivavano fino a qualche anno prima.

La depressione senile è un fenomeno molto diffuso che colpisce fino al 15% della popolazione over 65, ed è più frequente negli ospiti di case di riposo o in istituti di lungodegenza.

I sintomi della depressione senile

I sintomi comuni della depressione senile non sono dissimili da quelli che si presentano nei pazienti più giovani. Il riconoscimento di queste problematiche risulta però più difficile nel paziente anziano, poiché si tende ad associare il deperimento psicologico ad altre patologie fisiche e mentali dovute all’avanzare dell’età.

Sul Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali troviamo alcuni sintomi che caratterizzano la depressione negli anziani:

  • Depressione maggiore
  • Distimia: disturbo persistente dell’umore
  • Depressione associata ai farmaci
  • Apatia
  • Sintomi ansiosi
  • Pensieri suicidi

Da non confondere con la depressione è un’altra patologia molto diffusa negli anziani, ovvero la demenza, la quale però tende a mostrare frequenti ed evidenti disturbi di comportamento. Chi è affetto da depressione senile tende invece a minimizzare, nascondendo la propria condizione di disagio a chi lo circonda.

Questa naturale predisposizione al nascondersi rende la depressione senile una patologia assai più difficile da rilevare e trattare prontamente.

Cosa fare in caso di depressione senile di uno dei propri cari?

Mentre l’invecchiamento è una parte inevitabile della vita, la depressione non è un ospite ben accetto e dovrebbe sempre essere affrontata tempestivamente. I ricercatori sono tutti d’accordo sul fatto che tramite una diagnosi precoce è possibile prevenire le conseguenze emotive e fisiche della depressione.

Di seguito, ti forniamo alcune linee guida sul comportamento da tenere quando si ha a che fare con una persona affetta da depressione senile:

  • Prendete coscienza dei loro limiti fisici. Incoraggiate la persona a trovare l’aiuto di un medico e, prima di apportare modifiche alla sua dieta o al suo stile di vita, evitate di spingerlo verso una nuova attività che potrebbe essere fonte di stress.
  • Rispettate i suoi desideri. Non tutti gli anziani desiderano cambiare radicalmente il loro stile di vita, specialmente dopo una certa età. La persona potrebbe essere riluttante all’idea di trovare nuove abitudini o a gettarsi in attività che altri coetanei troverebbero piacevoli. Chiedi aiuto a uno psicologo della terza età per aiutarlo a sviluppare una strategia individuale.
  • Non perdete la pazienza. Una persona anziana che non lavora più e ha avuto molte delusioni dalla vita (o non è riuscita a superare le sue difficoltà) può avere un’autostima fragile. A volte, i tentativi di stimolarla possono essere letti come un ulteriore declino della loro condizione, arrivando ad arrabbiarsi proprio perché sentono che la situazione sta suggendo loro di mano.
  • Siate di supporto. La depressione senile non guarisce da un giorno all’altro e dev’essere affrontata come un processo di guarigione che richiede tempo, sforzi e costanza.

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