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Intossicazione da funghi: tutti i sintomi e come intervenire

I funghi sono tanto buoni quanto pericolosi. Ecco come riconoscere un'intossicazione e intervenire immediatamente per arginare i sintomi

Dieta e benessere

L’autunno è la stagione perfetta per le passeggiate e se siete amanti dei boschi, è probabile che decidiate di andare a raccogliere qualche tipo di fungo. Come per tutte le cose però, bisogna essere preparati per non incorrere in spiacevoli incontri con funghi velenosi che potrebbero causarvi forte malessere e, inoltre, è importante informarsi sul disciplinare del comune di appartenenza circa la raccolta di funghi spontanei.

In questo articolo vi spiegheremo come riconoscere un’intossicazione da funghi e cosa fare per debellarla velocemente.

Intossicazione funghi: quali sono i casi di avvelenamento?

I casi di avvelenamento da funghi si riscontrano in queste tre modalità:

  • Ingestione di funghi tossici: i sintomi da ingestione di funghi velenosi non sono da prendere sotto gamba. Se non siete degli esperti, fateli controllare da un micologo che sappia riconoscere tutti i tipi di funghi e indicarvi le specie a rischio.
  • Ingestione di funghi commestibili mal conservati: anche i funghi commestibili possono avere spiacevoli effetti collaterali qualora vengano mal conservati o cotti in modo non idoneo a eliminare le tossine e i batteri nocivi per l’organismo.
  • Ingestione di funghi allucinogeni.

Intossicazione funghi: sintomi

Le manifestazioni più comuni di un’intossicazione si verificano a livello gastrointestinale, ad esempio, nausea, vomito, dissenteria da funghi e dolori addominali. Come nel caso di quelli di natura sistemica come disorientamento, ansia, tremori, ipertensione e difficoltà respiratorie possono comparire 30 minuti dopo l’ingestione o anche 12-20 ore dopo.

Intossicazioni leggere

Se l’avvelenamento è di breve durata e si manifesta in tempi stretti, dovrete sopportare il disagio per circa 24 ore e non è il caso di prendersi troppa paura. I sintomi con cui avrete a che fare saranno:

  • Problemi gastrointestinali: come abbiamo già detto il vomito, la nausea e i dolori addominali sono i più frequenti.
  • Sindrome Panterinica: causata dalla tipologia Amanita, si manifesta con capogiri, emicrania con aura, euforia, tremori e stato confusionale.
  • Sindrome Muscarinica: colpa della varietà Amanita Muscaria e da alcuni funghi della Clitocybe e Inocybe; i sintomi saranno cefalea, dolori addominali, ipersalivazione, sudorazione, lacrimazione e tremori.

Intossicazione forte

I sintomi più potenti possono avere uno sviluppo nel tempo più prolungato:

  • Sindrome Falloidea: l’Amanita Phalloides, si manifesta con vomito, diarrea e squilibri creati a danni gravi al fegato.
  • Sindrome Orellanica: causata dal Cortinarius Orellanus e Speciosissimus, comparirà dopo 36 ore con dolori muscolari, brividi, cefalea e altri sintomi causati dall’insufficienza renale.

Cosa fare per l’intossicazione alimentare da funghi?

Sia nel caso di un’intossicazione leggera che per i casi più gravi, dovete recarvi nel pronto soccorso più vicino, avendo cura di descrivere al personale medico cosa avete mangiato e quando. Se possibile portate con voi un campione del fungo. La terapia di base consiste nel tenere sotto controllo i sintomi, con la possibilità di effettuare una lavanda gastrica per eliminare tutti i residui. Tra i rimedi più efficaci per l’intossicazione da funghi c’è quello di assumere del carbone vegetale. Nei casi di compromissione di fegato e reni viene fatta la terapia di supporto vitale che può arrivare anche a richiedere un trapianto di organi.

Ora che vi abbiamo illustrato i rischi d’ingerire dei funghi non sani vi raccomandiamo di passare un po’ di tempo a documentarvi sull’argomento o di dotarvi del numero di un esperto a cui farli visionare prima di consumarli.

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