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Impetigine: cos'è e quali sono le cure più efficaci

L'impetigine è un'infezione della pelle che colpisce soprattutto i bambini: ecco come riconoscerla e curarla

Medicina specialistica

L’impetigine è un’infezione batterica della pelle, contagiosa e diffusa soprattutto nei bambini. È causata da batteri come lo stafilococco aureo, responsabile anche della psoriasi, o lo streptococco, e fa parte del gruppo delle piodermiti (infezioni pustolose) che, per una cura efficace, devono essere riconosciute in fretta.

Ecco tutto quello che devi sapere se sospetti che tuo figlio abbia l’impetigine: quanto dura, come si cura e come si diffonde.

Cos’è l’impetigine?

L’impetigine è una malattia caratterizzata da pustole e vesciche che emergono sulla cute sana. Nonostante sia una patologia diffusa soprattutto tra i bambini  anche gli adulti possono prenderla. Essa, infatti, si prende per contatto e attraverso il tocco può anche aggravarsi. Questo significa non solo che un paziente infetto può contagiare qualcun altro, ma può anche produrre un’altra eruzione cutanea su se stesso toccando una parte sana del suo corpo.

I responsabili dell’impetigine sono gli stafilococchi e gli streptococchi, batteri che devono essere individuati dal medico come origine della malattia: solo in questo modo, infatti, sarà possibile curarla efficacemente.

Esistono due tipologie principali di impetigine:

  • Impetigine di Tilbury-Fox: l’impetigine provocata dagli streptococchi colpisce di norma in età pediatrica, tra i 5 e i 7 anni.
  • Impetigine di Bockart: l’impetigine provocata dagli stafilococchi, anche nota come impetigine bollosa, è la forma più frequente della malattia. Colpisce a ogni età con un’incidenza massima durante l’estate, e non è dipendente dalle condizioni igieniche. Può capitare infatti che venga contratta anche in piscina dove solitamente i bambini vengono portati per imparare a nuotare.

Le cause dell’impetigine sono imputabili agli agenti batterici esterni che possono mettere a rischio la salute con patologie come la dermatite o l’eczema, la micosi, lesioni o punture di insetti.

Sintomi dell’impetigine

L’impetigine di Tilbury-Fox predilige le aree del viso e nasce, dopo un periodo di circa 3 giorni di incubazione. Sulla zona interessata si formano delle vesciche che contengono un liquido purulento, le quali rompendosi lo rilasciano. La durata di queste vescicole si aggira attorno ai 4-8 giorni, ma in assenza di terapia questa malattia può durare per mesi e manifestare febbre e gonfiori.

L’impetigine bollosa, o impetigine di Bockart, è caratterizzata da vesciche piene di pus piuttosto resistenti, normalmente circondante da un alone arrossato. Il periodo di incubazione si aggira attorno alla settimana.

La cura dell’impetigine

Di regola, la cura per l’impetigine è basata sugli antibiotici a uso topico locale. Si ricorre a quelli per via orale solo in caso le lesioni siano particolarmente estese. Il trattamento, da seguire meticolosamente, permette al paziente infetto, se non si gratta e non stuzzica le vesciche, di guarire in 7-10 giorni di trattamento. Al momento della diagnosi, i medici possono consigliare un’astensione dalla scuola o dal lavoro per impedire al paziente di diffondere ulteriormente la malattia, ma già a distanza di poche ore sarà possibile riprendere le regolari attività.

Al momento, non esistono rimedi naturali efficaci e conclamati per curare l’impetigine, neanche l’echinacea da sempre considerata un antibiotico naturale, e dunque dovrebbe essere trattata sempre da un medico competente e dal giusto utilizzo di antibiotici.

In generale, quando ci si ammala di impetigine è consigliato evitare di toccare le bolle (o le impetigini) senza poi lavarsi le mani, e tenere le unghie corte onde evitare di rompere le vesciche, per errore, durante il sonno, se il bambino ha dei tic nervosi per cui tende a toccare la zona frequentemente o in un momento di distrazione.

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