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Ictus: come riconoscerlo per tempo e intervenire al meglio

Soccorrere una persona che sta avendo un ictus può rivelarsi fondamentale. Ecco perché bisogna riconoscerne i sintomi e agire tempestivamente

Dove mi curo

L’ictus cerebrale è una delle principali cause di morte, e riguarda mediamente il 12% di decessi nella popolazione mondiale. In passato si pensava che l’ictus interessasse soprattutto gli anziani, oggi si è scoperto che possono essere colpiti anche i giovani e persino i bambini. Data la repentinità della manifestazione e la gravità delle conseguenze, è molto importante provare a riconoscere un ictus dai sintomi iniziali.

Cause dell’ictus cerebrale

Tra le cause dell’ictus cerebrale ci sono fattori ereditari, malattie croniche (ad esempio il diabete) o particolari condizioni fisiche come l’obesità. Inoltre, l’ictus si manifesta maggiormente tra gli uomini, specialmente superati i 65 anni di età. Anche le abitudini hanno una stretta correlazione con l’insorgenza di un ictus cerebrale, come la sedentarietà, un’alimentazione ricca di grassi e il fumo che ha anche conseguenze sulla circolazione sanguigna.

In generale, più della metà delle cause di ictus possono essere prevenute o arginate adottando un corretto stile di vita, ad esempio mangiando sano e tenendo sotto controllo il livello di colesterolo.

Ictus: sintomi premonitori

L’ictus può insorgere repentinamente e senza un chiaro preavviso, quindi come riconoscerlo? Esistono una quantità di sintomi premonitori di vario tipo sui quali vale la pena soffermarsi. Tra questi vi è l’intorpidimento di un lato del corpo, ad esempio un braccio o una gamba. Anche la debolezza muscolare a livello facciale è da considerare un segnale. Tali sintomi si manifestano solitamente in maniera flebile distribuiti nell’arco di alcune ore, ma in alcuni casi possono durare anche giorni.

Sintomi iniziali

Durante l’attacco vero e proprio, che può durare da un minimo di alcune ore fino a un paio di giorni, il corpo reagisce di conseguenza con una serie di manifestazioni più o meno evidenti. L’intensità e la durata variano molto in funzione al soggetto.

I sintomi dipendono inoltre dal tipo di ictus e dall’area del cervello colpita, ma solitamente comprendono:

  • Senso di vertigine associato a nausea
  • Debolezza muscolare improvvisa con annessa perdita di sensibilità (ipoestesia)
  • Difficoltà nel parlare (afasia) o nel comprendere il linguaggio
  • Incapacità di deambulare e mancata coordinazione degli arti
  • Vista appannata o distorta, a uno o entrambi gli occhi (adiplopia)
  • Cefalea improvvisa, associata ad un senso di forte confusione

Ictus: conseguenze

Le conseguenze di un ictus si rivelano a lungo termine e sono permanenti in oltre il 30% dei casi. Se i segnali non vengono individuati e l’attacco non viene prontamente soccorso, la percentuale sale al 70%. Anche per questo comprendere la portata dell’attacco si rivela fondamentale, ed è consigliabile chiamare subito il 118 nei casi di sospetto ictus. È infatti possibile intervenire tempestivamente in un’ambulanza in caso di attacco in corso, cosa che non sarebbe possibile spostandosi in un ospedale con mezzi personali.

Tra le conseguenze ci sono:

  •  la paralisi parziale (emiparesi),
  • i disturbi della memoria e del linguaggio,
  • le alterazioni dell’umore e delle capacità cognitive,
  •  la difficoltà nella deglutizione, che può insorgere a seguito di un ictus non riconosciuto o curato in ritardo.

Nei casi peggiori, ci possono essere attacchi particolarmente violenti che portano alla morte.

Prevenzione

Nonostante la gravità di tale condizione, alcuni accorgimenti riducono l’insorgenza di un ictus e aumentano le possibilità di recupero nel caso si dovesse verificare. Il primo consiglio è adottare una dieta sana, cercando di mantenere un peso corporeo equilibrato. Anche lo stress è considerato una delle cause, ed è uno dei fattori su cui è maggiormente possibile intervenire. Contenere abitudini quali fumo (o meglio smettere di fumare) e abuso di alcol è certamente utile per prevenirne l’insorgenza. Infine, adottare uno stile di vita più dinamico, anche con esercizio fisico domestico, un po’ di corsa o mezz’ora di camminata al giorno, riduce notevolmente i rischi.

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