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Fisioterapia pediatrica: a cosa serve e in cosa consiste

Tuo figlio ha bisogno di sottoporsi alla fisioterapia pediatrica? Ecco tutto quello che devi sapere, quando è possibile farla e i suoi benefici.

Fisioterapia

La fisioterapia pediatrica è una branca della fisioterapia che ha il compito di aiutare neonati, ragazzi e bambini che presentano disabilità ortopediche, respiratorie e neuromotorie.

Cosa fa? Si tratta di una terapia studiata per i più piccoli, con tecniche manuali e massoterapiche che vengono mescolate con il gioco e consentono al bambino di riacquisire le competenze che ha perso per via di un evento traumatico — come una tendinite o un altro infortunio — oppure che non è riuscito a sviluppare per colpa di una patologia. Scopriamo come funziona la riabilitazione pediatrica e la fisioterapia (da non confondere con l’osteopatia) dedicata ai più piccoli.

Fisioterapia pediatrica: cos’è e cosa fa

La fisioterapia pediatrica è stata studiata per gestire al meglio i disturbi funzionali dell’età evolutiva che colpiscono il sistema muscoloscheletrico, cardiopolmonare, nervoso (centrale e periferico) e le malattie multisistemiche.

Questa disciplina si occupa di bambini e ragazzi con un’età compresa fra 0 e 18 anni. Ciò significa che la fisioterapia pediatrica è indicata per neonati e lattanti (da 0 a 12 mesi), bambini nella prima infanzia (1-5 anni), bambini nella seconda infanzia (6-10 anni) e adolescenti (11-18 anni).

Fisioterapia pediatrica: come si svolge una seduta

Come si svolge una seduta di fisioterapia pediatrica? La riabilitazione è costituita da manovre e tecniche manuali, ma anche da interventi indiretti che richiedono l’utilizzo di ausili. Per ogni paziente il fisioterapista pediatrico effettua una valutazione, esaminando l’apparato muscoloscheletrico e cardiorespiratorio, ma anche analizzando lo sviluppo neuromotorio nelle diverse fasi.

Dopo questo incontro preliminare, si procede alla creazione di un progetto di riabilitazione pediatrica, con obiettivi da raggiungere e nel rispetto delle varie esigenze della famiglia. Durante il percorso terapeutico, il fisioterapista cerca di prevenire vizi di postura, traumi accidentali e ritardi motori nel bambino, seguendo il suo sviluppo e consentendogli di esplorare al meglio la sua capacità motoria. L’obiettivo dello specialista è quello di garantire al piccolo paziente la massima autonomia e indipendenza, tramite la realizzazione di funzioni adattative, la risoluzione del problema ortopedico e l’adozione di protesi.

Fisioterapia pediatrica: per chi è indicata e quali patologie cura

La fisioterapia pediatrica è indicata per il trattamento delle principali patologie ortopediche di neonati, bambini e ragazzi, come torcicollo posturale e miogeno congenito, asimmetrie craniche, anomalie posturali, malformazioni congenite agli arti superiori, bacino obliquo asimmetrico, displasia congenita all’anca, scoliosi, cifosi e piede torto.

Viene consigliata per progetti riabilitativi in caso di lussazioni e fratture, patologie neuromotorie, paralisi cerebrale infantile, sindromi genetiche e metaboliche, malformazioni congenite a carico delle ossa, compreso il recupero dopo l’inserimento della protesi all’anca.

La fisioterapia pediatrica può aiutare tanti piccoli pazienti affetti da deficit neurologici o prematuri, grazie ad una valutazione neuroevolutiva e neurocomportamentale. Può essere utile per i bambini affetti da sindromi da dolore cronico, lesione ostetrica oppure del plesso brachiale e malattie reumatologiche, come ad esempio l’artrite idiopatica giovanile. Infine viene spesso prescritta ai neonati e lattanti affetti da un ritardo motorio semplice.

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