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Esami per la tiroide: vademecum delle analisi più importanti

Gli esami per la tiroide sono finalizzati a valutare il funzionamento di questa importante ghiandola. Ecco le principali analisi per tenerla sotto controllo

Dove mi curo

La tiroide produce una serie di ormoni in grado di stimolare il funzionamento di altri organi interni e mantenere un buon stato di saluta fisica e intellettiva, ecco perché è importante tenerla sotto controllo e riconoscere i sintomi di possibili problemi tiroidei. A sua volta, il funzionamento della tiroide è stimolato dal rilascio di ormoni da parte dell’ipofisi, un’altra ghiandola da cui dipende l’azione di molte ghiandole endocrine.

Le funzioni della tiroide

Una tiroide che svolge correttamente la propria azione è in grado di aumentare il consumo di ossigeno e la produzione di calore, regola la frequenza e la forza del cuore, aumenta la produzione di globuli rossi e di tessuto osseo, la produzione di zuccheri da parte del fegato e la sintesi di proteine strutturali del sistema nervoso, riduce il colesterolo cattivo.

Patologie della tiroide

La Tiroide di Hashimoto è una malattia cronica della tiroide che viene attaccata in maniera anomala da anticorpi prodotti dal corpo per distruggere le cellule tiroidee. La tiroide viene danneggiata a un livello tale da non essere più in grado di svolgere correttamente la propria funzione, quindi il paziente sviluppa ipotiroidismo. Questa patologie colpisce più spesso le donne e i sintomi più comuni sono l’aumento di peso, l’alterazione del ciclo mestruale, crampi muscolari, diradamento dei capelli, stanchezza cronica, depressione.

Ipotiroidismo e ipertiroidismo sono delle alterazioni del normale funzionamento della tiroide. Com’è facile intuire, l’ipotiroidismo si verifica quando la tiroide funziona a ritmi eccessivamente lenti, l’ipertiroidismo al contrario quando la tiroide produce un’eccessiva quantità di ormoni accelerando in maniera impropria il metabolismo e il funzionamento di alcuni organi.

Sintomi tiroide

I sintomi tiroidei in genere sono tutti accompagnati o seguiti dall’ingrossamento della tiroide, ma è bene sottolineare che questo fenomeno si caratterizza spesso come fisiologico e benigno, come durante una gravidanza.

La tiroide ingrossata (o gozzo) può essere causata anche da carenza di iodio strettamente necessario per un corretto funzionamento della ghiandola (per prevenzione è bene scegliere pesce azzurro ed evitare il latte di mandorla per la propria dieta), Morbo di Graves, che causa l’ipertiroidismo, tiroiditi e cancro della tiroide.

Gli esami per la tiroide

Per controllare l’intero spettro delle funzioni della tiroide è necessaria quindi una serie di esami medici, che è consigliabile fare innanzitutto quando la tiroide, posta all’altezza della gola, risulta dolorante o ingrossata.

Le analisi del sangue per la tiroide permettono di quantificare la presenza dell’ormone TSH nel sangue. Se è troppo bassa vuol dire che la tiroide funziona troppo, se è alta vuol dire che la tiroide sta funzionando solo parzialmente. Con le analisi del sangue si valuta anche la presenza di FT4 e FT3, due ormoni prodotti dalla tiroide.

L’ecografia tiroidea è invece l’esame strettamente necessario per individuare noduli e anomali ingrossamenti della tiroide.

La scintigrafia tiroidea invece è in grado di fornire un quadro dettagliato del funzionamento della tiroide. Si realizza iniettando nella tiroide farmaci traccianti radioattivi che si distribuiscono nei tessuti della ghiandola rendendoli visibili attraverso un’apposita apparecchiatura. La scintigrafia permette di evidenziare noduli benigni o maligni, gozzo e tireotossicosi.

Valori tiroide: quando sono normali

I valori del TSH nel sangue, cioè la sua concentrazione nel flusso sanguigno, viene espressa in MlU/l cioè a millesimi di unità internazionali di attività biologica per litro di sangue. I valori di TSH considerati normali vanno da 0,5 a 4mlU/l, ma naturalmente esistono delle fasce di valori specifici a seconda dell’età del soggetto sottoposto ad esame.

Per gli adolescenti fino ai 20 anni d’età si va dai 0,6 ai 6,4 mlU/l. Per gli adulti fino ai 54 anni si va dai 0,4 ai 4,2 mlU/l. Questo valore massimo arriva anche a raddoppiare per gli anziani intorno ai 90 anni.

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